Sincronicità e correlazione quantistica

La causalità è solo un principio, e la psicologia non può venir esaurita soltanto con metodi causali, perché lo spirito vive ugualmente di fini.
                                           Carl Gustav Jung Sincronicità è il termine introdotto per la prima volta da Carl Gustav Jung nel 1950 per descrivere una connessione fra due o più eventi diversi che avvengono in modo sincrono, cioè nello stesso tempo, e tra i quali non vi è una relazione di causa-effetto ma una evidentecomunanza di significato.
Il principio di causalità nasce dall’idea che i fenomeni si susseguano unicamente in un processo di causa-effetto, e dove non si riesce a individuare, esplorare e dimostrare il nesso causale, ossia l’effettivo e macroscopico legame tra causa ed effetto, si ricorre semplicisticamente al “caso” (o al caos).
L’osservazione empirica è il metodo inventato da Galileo Galilei di interrogare la natura mediante gli esperimenti e ci guida nell’individuazione dei nessi causali che sottostanno ai fenomeni che osserviamo.
Attraverso l’analisi delle cause dovrebbe essere possibile (secondo la visione scientifica) comprendere i meccanismi di funzionamento del mondo ed essere in grado di predire qualunque effetto.
Il metodo di indagine sperimentale della natura porta inevitabilmente ad un’interpretazione deterministica della realtà: cioè alla convinzione che riuscendo a conoscere lo stato di un sistema sia possibile conoscere anche quale sarà l’evoluzione temporale di quel sistema.
Questa affermazione sarà tanto più vera quanto più si riuscirà a isolare e confinare l’oggetto dello studio da influenze esterne, ma è concettualmente e praticamente impossibile separare l’osservatore dal fenomeno osservato.
Se la legge di causa-effetto funziona nel mondo delle medie dimensioni, le cose cambiano quando abbiamo a che fare con la struttura invisibile e infinitamente piccola della realtà, la fisica delle particelle, campo di indagine dellaMeccanica Quantistica.
Il principio di indeterminazione di Heisemberg ci dice che non possiamo conoscere con precisione assoluta lo stato di un sistema e che questo non dipende dall’inadeguatezza degli strumenti impiegati la è la caratteristica intrinseca della realtà: il mistero.
L’evidenza sembra suggerirci che l’analisi causale è un’ipotesi di lavoro che ha suo campo di applicabilità e attendibilità, ma che non può essere estesa a unica interprete dei fenomeni naturali, in quanto l’intima natura dei fenomeni è di [...]

Leggi tutto l'articolo