Siria, offensiva finale all'Isis: battaglia "va a rilento"

Beirut, 14 feb.
(askanews) - Trincerati nei tunnel, i jihadisti del sedicente Stato Islamico stanno opponendo una feroce resistenza nell'area del villaggio di Baghouz, ultimo baluardo del Califfato nella Siria orientale.
Lanciano attacchi kamikaze nella sacca ridotta ormai a un chilometro quadrato.
Questo per fare fronte a una offensiva lanciata sabato 9 febbraio 2019 dalle forze siriane democratiche (SDF), un'alleanza curdo-araba sostenuta dagli Stati Uniti.
I progressi dell'offensiva "definitiva" tuttavia sono lenti.
Sono circa mille i combattenti intrappolati nella nella provincia di Deir Ezzor.
Dalla zona sono fuggite migliaia di persone per non finire sotto il fuoco incrociato e per sfuggire agli attacchi kamikaze.
I presidenti di Russia, Iran e Turchia, Vladimir Putin, Hassan Rohani e Recep Erdogan, intanto sono riuniti a Sochi per il quarto incontro dei capi di stato-garanti del processo di Astana per la promozione del processo di pacificazione siriano.
Il ritiro annunciato da Donald Trump di 2mila membri delle forze americane dalla Siria è considerato "un passo positivo" da Iran, Turchia e Russia.
"Il nostro comune punto di vista è che la realizzazione di questa tappa sarà un passo positivo per favorire la stabilizzazione della situazione", ha dichiarato il presidente russo in conferenza stampa, al termine del vertice a tre.

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