Slevin - Patto criminale

A volte quando un film pieno di star è un po' noioso si dice che è un "raffinato esercizio di stile", si sprecano aggettivi come "patinato", "glamour" e così via.
È il caso di questo "Slevin", che è appunto un raffinato esercizio di stile.
È un progetto ambizioso: fare un film di vario genere, dal noir alla commedia romantica, mischiare un po' le carte, affidarsi a un cast di attori bravi e famosi come Morgan Freeman, Bruce Willis, Ben Kingsley, Josh Hartnett (protagonista, e in assoluto il meno convincente), Stanley Tucci, Lucy Liu, inventarsi qualche inquadratura suggestiva e infine sorprendere lo spettatore con un finale che cambia tutto.
Ma al contrario delle aspettative purtroppo il risultato è inconsistente.
Una piccola nota proprio per il finale.
Un finale spiazza davvero lo spettatore quando la sceneggiatura ti fa credere una cosa per tutto il film e poi alla fine cambia completamente la prospettiva (per dirne una: "Il sesto senso").
Invece qui la trama è talmente poco chiara che il finale si limita a mettere al proprio posto tutti i pezzi, ma non è una vera sorpresa.
Per quello serve ben altro.
È la "mossa Kansas City": pensi di guardare un film e intanto ti trovi con 7 euro in meno nel portafoglio! Per me 2 stelle.
Riccardo (dvd, 16 gennaio 2007)

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