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Antonio Di Pietro ha scritto un post sul suo blog dove riporta la notizia che L'Economist ha vinto la causa contro Berlusconi.
Il Duce di Arcore si crede Dio,come faceva Mussolini e allora ha cercato di fare lo squadrista anche in Inghiterra,ma l'inglese è più intelligente dell'italiano (ad essere sinceri non ci vuole molto) e gli ha ricordato l'articolo 21 che lui non conosce.
Un altra bella lezione del paese nella quale avrei voluto vivere.
da www.antoniodipietro.com Il nostro primo ministro Silvio Berlusconi deve pagare 25.000 euro di spese processuali al settimanale britannico l'Economist secondo quanto deciso dal tribunale di Milano.
La notizia è passata in sordina.
Delle nostre testate nazionali, Repubblica ne ha fatto timidamente menzione a pagina 13 lo scorso 6 settembre affiancando la notizia alla foto del Presidente del consiglio che abbraccia campioni olimpici e delira dicendo di averci salvato dal ritorno del comunismo.
Le altre testate il silenzio, nel timore di rompere il clima idilliaco tra governo e ombra di governo.
Certamente ad Emilio Fede la notizia nessuno l'ha detta, agli altri Tg forse è sfuggita.
Il 26 aprile 2001 in un articolo copertina dal titolo "Perchè Berlusconi non è adatto a guidare l'Italia"(leggi l'articolo tradotto) si criticava il futuro Presidente del consiglio per essere al centro di un conflitto di interessi, si analizzava il suo impero commerciale e si numeravano i processi in corso contro di lui.
Silvio Berlusconi allora partì all’attacco con una querela per diffamazione.
Si trattava di un'edizione pubblicata poco prima delle elezioni che alla fine vinse.
Poco importa che la querela non avesse alcun fondamento, servì a fare campagna elettorale, a mostrare i muscoli agli italiani.
Anche a costo di una figuraccia internazionale dopo 7 anni, tanto, avrà pensato gli italiani dimenticano e i media aiuteranno a non ricordare.
El Pais, lo stesso Economist, Reuters e altre fonti internet però la notizia la hanno riportata signor Presidente.
Gli argomenti dell'Economist rientrano pienamente nel "libero ed insindacabile esercizio del diritto di manifestazione del pensiero riconosciuto e tutelato dall'art.21 Cost.", ha scritto il giudice nella sentenza del 26 agosto di quest'anno (leggi la sentenza).
La gravità della querela depositata nel luglio 2001 da Silvio Berlusconi non è la sentenza dall'esito scontato leggendo l'articolo in questione, ma il fatto che debba essere un giudice a ricordare a colui che di lì a poco sarebbe diventato Presidente del Consiglio, e che oggi dopo 7 [...]

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