Sonetti - Oh solitudine...

VIII
 
Solitudine, se abitare devo con te, non sia nel mucchio mal congesto, tetro, di case; meco sali l'erta specula di natura, onde la valle, i fioriti pendii, la cristallina piena del fiume, possano sembrare brevi, una spanna; e faccia io le tue scolte ove son tenda i rami, ove balzando rapido il daino mette in fuga l'ape selvatica dal calice dei fiori. Amo andar teco queste scene; pure quel dolce con un animo innocente conversare, che specchio sue parole sono di squisitezza dei pensieri, questo della mia anima è il diletto; e certamente per l'umana specie quasi beatitudine suprema dev'esser quando in tuoi soggiorni due spiriti affini trovano rifugio.
 
 

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