Sonetto XXVII°

 Nuda sei semplice come una delle tue mani, liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente, hai linee di luna, cammini di mela, nuda sei sottile come il grano nudo.
Nuda sei azzurra come la notte a Cuba, hai rampicanti e stelle nei tuoi capelli, nuda sei enorme e gialla come l’estate in una chiesa d’oro.
Nuda sei piccola come una delle tue unghie, curva, sottile, rosea finché nasce il giorno e t’addentri nel sotterraneo del mondo come in una lunga galleria di vestiti e di lavori: la tua chiarezza si spegne, si veste, si sfoglia e di nuovo torna a essere una mano nuda.
..
Il buran non molla – che fastidio! - ed allora ..
mi trasferisco in altri posti: lidi, spiagge dove il caldo genera momenti di intenso piacere misto a quel sottile relax che la natura infonde nell’anima di chi si perde in splendidi  panorami e altro non desidera, in quei momenti.
Neruda con questi versi che sembrano fluire nel cuore come le onde che muoiono e rinascono dalla riva, mi spinge fino a Cuba? Oddio...

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