Sono ancora qui! Capitolo 11° parte seconda - La vendetta, lo spiraglio

Hanno sempre cercato di convincermi del contrario, di incanalarmi all'interno dei loro schemi.
Non li ho mai sopportati.
A quindici anni ho avuto il primo scontro frontale con mia madre.
Molto simile alla madre della ventenne puttanella assatanata.
Presente.
Decisa.
Dubbiosa.
Invadente.
Presuntuosa.
Sono sempre stato poco controllabile e lei, mia madre, non l'ha mai sopportato, e una sera ha lanciato la sfida.
Una sera d'estate.
Torno tardi come al solito, ben oltre l'orario pattuito.
Suono, nessuno risponde.
Non ho le chiavi di casa.
Non ho ancora questo privilegio anche se, di nascosto, ne ho fatto un duplicato.
Carogna già allora.
Sono tentato.
Entro e svelo la copia o accetto la sfida? Accetto la sfida.
Scavalco il cancellino d'ingresso.
E busso.
Busso.
Busso.
Nulla.
Nessuna risposta.
Tutto chiuso.
È estate.
Estate piena.
Il caldo è soffocante.
Afoso.
E tutte le finestre del piano rialzato sono chiuse.
E comunque hanno le inferriate.
E nessuno risponde.
Allora decido.
Mi aggrappo al pilastro del piano rialzato.
Un piccolo pilastro di mattoni che offrono un discreto appoggio.
Arrampico fino al balcone del primo piano.
Salgo sul tetto.
L'abbaino è aperto.
Entro.
Chiudo a chiave tutte le porte interne.
La porta finestra della cucina che dà sul balcone.
La porta che dà sulle scale del primo piano.
Che nessuno possa uscire.
Rinchiusi.
Recupero una coperta.
Esco in giardino chiudendo a chiave il portoncino blindato dell'ingresso.
E dormo.
A quindici anni non hai problemi a dormire in giardino con una coperta.
D'estate.
Mi sveglia di soprassalto un urlo.
Un urlo di disperazione.
Di dolore.
Di sconfitta.
Mia madre.
Vuole le chiavi per uscire.
La scena è ridicola.
Mia madre alla finestra della cucina che urla.
Rivuole le chiavi.
Mio padre alla finestra della sala che assiste alla scena e sorride.
Tranquillo.
Dammi le chiavi.
Urla.
Ma quali chiavi.
Mi hai chiuso fuori.
Come faccio ad avere le chiavi? Dammele o chiamo i carabinieri.
Riurla.
Ma che carabinieri.
Caso mai li chiamo io che sono minorenne e mi hai chiuso fuori casa.
Da solo.
Di notte.
Urla ancora.
Poi si rende conto.
Ha un attimo di lucidità.
L'ira per un attimo l'abbandona e si rende conto.
Il vicinato.
Tutto il vicinato assiste divertito alla scenetta.
Non vi nego che quel giorno, per la prima e ultima volta in vita mia, ho amato il vicinato.
Si arrende.
E inizia la trattativa.
Lei vuole le chiavi.
Io gratis non le rendo.
Chiudiamo a 50.000.
Cinquantamila vecchie lirette a quindici anni per restituirle le chiavi.
Dopo una lunga ed estenuante trattativa.
Mi [...]

Leggi tutto l'articolo