Sono un musicista da matrimoni

Sono un musicista da matrimoni.
No, non da cerimonie, ma da ricevimenti.
La mia bella tastierina in spalla, un campionatore e un programmino per il karaoke, mi vendo per una cifra equa a chi mi chiama.
Il bel canto è la mia vita, ma la Provvidenza non ha voluto essere generosa con me quanto avrebbe potuto e dovuto.
Perché dentro il corpo ho un vibrato naturale, che non so controllare.
La mia voce ondeggia fastidiosamente già dopo il secondo quarto di qualsiasi battuta e ogni parola, ogni frase mi sbrodola subito in un ahahahah, oppure ohohohoh, oppure avete capito, no? Così tutte le volte mi tocca sopportare il pellegrinaggio di amici e parenti che mi vengono a consigliare – guarda che si sente male, hai come un effetto vibrato nella voce che infastidisce.
Meglio se lo togli.
Ed io devo essere sempre pronto a  rispondere pietosamente – No, scusate.
E’ la mia voce normaleheheheh.
Sentiteheheh?”.
Li vedo andarsene con facce interdette e deluse, perciò attacco subito un motivetto alla Ray Charles, che dimezza le vocali finali.
In verità starei meglio con quelli dell’Est Europa, che nelle parole hanno più consonanti che altro, ma se facessi così non sbarcherei di certo il lunario.
Il momento più terribile è l’esecuzione di brani a richiesta.
Certi fetenti si mettono d’accordo per farmi gli scherzi e chiedono “Io vagabondo” e non posso che accettare con il ghigno sulla faccia.
A volte, la risonanza che si crea nella giugulare, mi manda in tilt i circuiti e l’apparecchio elettronico che suona le basi si spegne a metà brano.

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