Spetta al condominio e non al proprietario l'intervento di sfiato dei termosifoni

Cassazione, sez.
II Civile, sentenza del 12 novembre 2012, n.
19616 Non è pensabile che un condomino possa o debba assumersi l’onere, anche se alla portata di tutti, di effettuare uno o più interventi per rendere perfettamente funzionale l'impianto centralizzato di riscaldamento.
Nella sentenza si legge:C.G., con atto notificato il 17 maggio 1999, conveniva in giudizio davanti al Tribunale di Chiavari il Condominio “Casa ***” in Santa M*** Ligure e premesso: di essere usufruttuaria dell’unità abitativa int.
9 del caseggiato condominiale, che da tempo il predetto appartamento era riscaldato in modo insufficiente tanto da essere inabitabile, che tale inconveniente era dovuto all’insufficienza della caldaia per avere taluni dei condomini aumentato le rispettive superficie radianti, che aveva chiesto con lettera raccomandata che fosse discussa in assemblea la propria richiesta di verifica delle superficie radianti, di eventuale revisione della tabella millesimale del riscaldamento, di rilevamento delle temperature in ogni unità immobiliari e di adozione dei provvedimenti del caso, che l’assemblea del 17 aprile 1999 indicava nella presenza di bolle d’aria la causa dell’inconveniente de quo e invitava la signora C.
(rectius G.) a provvedere allo sfiato dell’impianto.
Tanto premesso, l’attrice chiedeva che il Tribunale dichiarasse nulla illegittima o inefficace la predetta delibera assembleare e condannasse il Condominio all’eliminazione di ogni deficienza strutturale o funzionale, dell’impianto nonché al risarcimento del danno.
Si costituiva il Condominio, contestando la domanda attrice e ne chiedeva il rigetto.
Il Tribunale di Chiavari con sentenza n.
734 del 2012 dichiarava inefficace ed illegittima la delibera assembleare del 17 aprile 1999 relativamente al punto 7 dell’ordine del giorno, condannava il convenuto Condominio ad eliminare l’inconveniente relativo all’impianto condominiale e, pertanto, ad eseguire le opere e gli interventi descritti dal CTU nella sua relazione peritale a ff.
4 e 5 sub a) o in alternativa quelli descritti a ff.
5 e 6 sub o); respingeva la domanda di risarcimento danni, condannava il Condominio al rimborso in favore dell’attrice della metà delle spese di causa in tale misura ridotta.
Avverso tale sentenza proponeva appello il Condominio chiedendo in riforma della sentenza impugnata il rigetto della domanda attrice.
Osservava che era stato accertato che l’impianto di riscaldamento funzionava regolarmente, considerato che nell’appartamento dell’attrice era [...]

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