Squillo rapinate e violentate 34 le vittime

IL TEMPO.it sabato 11 marzo 2006 Squillo rapinate e violentate 34 le vittime di CARLO PACE Avevano scelto le loro vittime tra la prostitute.
Ragazze straniere, ricattabili, che mai avrebbero denunciato alla polizia di essere state rapinate e violentate da colleghi in borghese, con tanto di tesserino, distintivo e pistola d'ordinanza.
Non si trattava di agenti veri, ma di balordi.
Andrea Carlino e Maurizio Boncini, entrambi di 27 anni, sono stati arrestati per violenza sessuale, rapina aggravata, falso.
Il primo è un vigilante, l'altro è un pregiudicato senza un lavoro fisso.
Stesse accuse per un loro complice, P.C.
di 27 anni, guardia giurata, che avrebbe partecipato solo ad alcuni dei colpi messi a segno dal gennaio del 2005.
Quindici mesi di follia e crudeltà, smascherati dagli investigatori della squadra mobile, diretti da Albero Intini, e dai colleghi del commissariato Aurelio.
La banda si presentava davanti alle abitazioni di ragazze che esercitavano esclusivamente in appartamento, mostrando allo spioncino tesserini e placche fasulli, con le pistole in pugno.
«Polizia, dobbiamo effettuare degli accertamenti».
Una determinazione che ha aperto ai balordi decine di porte.
Le vittime, terrorizzate, erano pronte ad assecondare gli «agenti» pur di evitare grane, ritorsioni o ricatti.
Una messa in scena che si è ripetuta in diversi quartieri di Roma, Da San Giovanni alle eleganti abitazioni sulla Cassia, fino all'Aurelio.
È da qui che sono cominciate le indagini: alcune ragazze hanno avuto il coraggio di denunciare alla polizia (quella vera) le crudeltà subite dalla coppia di balordi.
Racconti agghiaccianti, raccolti dagli agenti del commissariato Aurelio: Andrea Carlino e Maurizio Boncini, una volta entrati in casa delle prostitute, mettevano in atto il loro piano.
Mentre uno sorvegliava la ragazza, l'altro metteva a soqquadro l'appartamento e con il pretesto delle perquisizioni arraffavano qualsiasi cosa avesse un valore: cellulari, gioielli, denaro, a volte anche vestiti.
Poi, come se nulla fosse pretendevano un rapporto sessuale in cambio della loro benevolenza di poliziotti, disposti a chiudere un occhio di fronte a irregolarità del tutto inventate, a cui spesso le prostitute credevano.
Quelle che si ribellavano venivano picchiate e costrette ugualmente a fare sesso.
Umiliazioni e violenze che potevano protrarsi anche per un'intera mezza giornata.
In alcuni casi i due si sono intrattenuti con le loro vittime fino a sei ore.
Mentre uno violentava una ragazza, l'altro preparava un piatto di pasta o si faceva uno [...]

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