Squinzi: "Mettiamo più italiani in campo per rilanciare il calcio e la Nazionale"

"Il nostro calcio deve tornare a parlare italiano".
A promuovere il made in Italy è Giorgio Squinzi, 72 anni, numero uno di Confindustria e imprenditore di statura mondiale con la Mapei, azienda leader nel settore dei prodotti chimici per l’edilizia.
Dal 2003 è il patron delSassuolo, che con lui è salito dalla C2 alla zona Europa League, ultima tappa di una serie di investimenti sportivi di successo partiti oltre vent’anni fa con il ciclismo, dove ha vinto tutto, e impreziositi dalla realizzazione di un centro ricerche diventato riferimento per la preparazione sportiva a tutti i livelli.
Domenica con il suo Sassuolo sfida il Bologna di un altro grande imprenditore, Joey Saputo, col quale ha in comune molte cose, a cominciare dal basso profilo che tiene in ambito sportivo: per entrambi, la voglia di apparire è inversamente proporzionale a quella di fare.
E di costruire società che nulla abbiano da invidiare alle più blasonate.
Dottor Squinzi, Sassuolo-Bologna è il confronto fra club che hanno un nuovo modo di fare calcio? "Noi abbiamo un nostro sistema: puntiamo su giovani e italiani.
Vedremo col tempo come si assesta il Bologna".
Intanto si è assestato con la nuova proprietà.
"Conosco da molti anni la famiglia Saputo, abbiamo fatto anche business insieme: stiamo parlando di leader di un settore alimentare, fanno le cose molto seriamente.
Sarà così anche a Bologna".
Le piace l’impronta che Saputo sta dando al club? "Sì.
Al termine della partita d’andata, che abbiamo vinto al Dall’Ara, a Joey ho detto: stai tranquillo, hai un buon assetto, non avrai problemi ad andare avanti.
Come si è visto con Donadoni".
Già, Donadoni, uno che ricorda Di Francesco: non trova? "Vero: poche parole, molti fatti.
Donadoni ha una fama mondiale, inutile star qui a raccontare la sua carriera, Di Francesco ha una statura più nazionale.
Ma stiamo parlando di due persone serie, prima ancora che di bravi allenatori".
Cosa le piace del Bologna? "Il fatto che non abbia perso morale dopo i risultati negativi di inizio stagione.
Adesso ha trovato un equilibrio migliore, ha tutto per potersi salvare con serenità".
E il campionato le piace? "E’ incredibile l’equilibrio che c’è: impossibile fare pronostici.
Anche se alla fine la Juve verrà fuori".
In questa fascia alta c’è anche il Sassuolo: se l’aspettava? "Immaginavo un bel campionato: la squadra è compatta, c’è un nucleo che gioca insieme da anni, l’allenatore e bravo e alcuni giovani diventeranno in futuro delle stelle.
Peccato per qualche punto di troppo [...]

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