Squinzi, Le Pmi devono crescere. Ma non dice come e tutela un sistema bancocentrico

Non c’è traccia di mercati dei capitali nella relazione del presidente di Confindustria Squinzi Abbiamo letto con interesse la relazione del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, patron di Mapei.
In onore dell’Expo, quest’anno, invece che all’Auditorium della musica di Roma, l' assemblea annuale di Confindustria si è svolta a Milano.
L’intervento di Squinzi tocca più volte il tema della cultura: “Da noi la cultura anti-industriale è ben radicata.
Batterla è la riforma più difficile che dobbiamo realizzare.
Gli imprenditori hanno bisogno di sentire intorno a sé una società che considera l’impresa come un patrimonio e un valore da difendere”.
Giustissimo.
Spesso l’imprenditore è visto come un nemico della collettività, il “padrone” da combattere.
Sempre a livello culturale, però, da Squinzi ci aspettavamo qualche parola sul mercato dei capitali, che in Italia langue da decenni, anche perché la cultura d’impresa italiana preferisce non aprire il capitale a soci esterni, rimanere piccolo e non crescere.
Ma come ha sottolineato Leonardo Del Vecchio di Luxottica, è molto meglio avere una quota piccola in una società grande e che cresce che essere in maggioranza in una società ferma e basata sul mercato stagnante domestico.
E’ per questo che Luigi Zingales invoca l’abolizione dell’art.
18 per le società di capitali, ovvero il superamento dei vincoli che bloccano la ricerca di risorse sul mercato dei capitali per poter crescere.
 E’ vero che Squinzi in un passaggio del discorso chiede “un abito su misura fatto di credito e finanza”, ma non parla mai di borsa, di mercati finanziari , se non deprecando la “turbo finanza” che in Italia non abbiamo mai visto.
Questa è una grave pecca del sistema delle imprese italiane.
Se il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco nelle Considerazioni finali invoca un passaggio graduale dal sistema bancocentrico a un sistema mercato-centrico, il sistema confindustriale rimane abbarbicato a una cultura ostile ai mercati finanziari.
Non è un caso che la Mapei di Squinzi non sia quotata in borsa e che l’unico imprenditore citato dal presidente nel suo intervento sia Michele Ferrero, tenace sostenitore della non necessità dei mercati finanziari.
Ma se Ferrero fosse quotata, potrebbe comprare i suoi concorrenti compreso il [...]

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