Stavolta sarà difficile per i suoi avversari non constatare la morte dell’autore

Maurice Blanchot (1907-2003)
Stavolta sarà difficile per i suoi avversari non constatare la morte dell’autore. Pare che lo scrittore Maurice Blanchot, già dissolto e raccolto in un’opera che abbraccia almeno sei decenni, si sia finalmente arreso alla defezione inaggirabile. L’istante della sua morte, concessogli e negatogli quando ebbe la chance di sottrarsi in extremis ad un plotone d’esecuzione germanico nel 1944, si è dato lo scorso 20 febbraio, ancora in minore.
E’ stata, la sua, una biografia sempre già bibliografia, povera di eventi che non fossero le frequentazioni anteguerra dei Maulnier o le amicizie sbandierate con i Bataille, Levinas o Duras, tanto che per vivacizzarne la stesura se ne sono periodicamente riesumati i trascorsi monarchico-nazionalistici, con annesse punte giudeofobe. Sport accademico che sotto la rubrica “vediamo cosa scriveva il grand’uomo da giovane” spulcia tra i peccati nascosti sotto il tappeto e che ha coinvolto pensatori più decisivi di Blanchot (gli s...

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