Stefania Craxi: Il tesoro di Craxi non è mai esistito

«Il tesoro di Craxi non è mai esistito.
Mio padre è morto povero.
Sbagliò a fidarsi».
I ricordi di Stefania Craxi, figlia del leader del Psi morto nel 2000: «Il vero errore di Bettino? Non accorgersi di quanto fosse corrotto il partito.
Il Pd rivedrà la sua posizione.
Bersani venga ad Hammamet sulla tomba di papà, lo invito».
«Eravamo soli in casa, io e lui.
Si era alzato da tavola esclamando: "Di’ al tuo amico Boselli che noi socialisti non potremo mai andare con i comunisti".
Poi mi disse che sarebbe andato a dormire, e di preparargli un caffé.
Lo trovai riverso sul letto: "Papà, non stai bene?".
Fu allora che rovesciò gli occhi».
Stefania Craxi con il padre Stefania Craxi parla senza lacrime né rabbia.
«È cambiato tutto, lo so.
Ad Hammamet verranno tre ministri importanti: Frattini, Sacconi, Brunetta.
Milano e Roma avranno una via Craxi.
Pure a sinistra qualcosa si muove.
Ma vedo anche tornare le vecchie bugie.
"Quando Craxi si beveva Milano".
"Il tesoro di Craxi"».
Solo bugie? «Il tesoro di Craxi è unamaxiballa.
Non è mai esistito.
Esisteva il "tesoro" del partito: i conti esteri del Psi.
Mio padre non se n’era mai occupato.
Dopo la morte di Vincenzo Balzamo, l’amministratore, la sua segreteria comunicò a Bettino i numeri di alcuni conti esteri del Psi, quelli che supponevano lui conoscesse: i conti del partito di Milano.
Quindi solo una piccola parte del totale, visto che nel partito c’erano ras e correnti e ognuno badava a se stesso.
Mio padre mandò la busta al nuovo segretario, Giorgio Benvenuto.
Che gliela rimandò indietro.
Lo stesso fece il successore di Benvenuto, Ottaviano Del Turco.
A quel punto Craxi passò i riferimenti a persone di cui pensava di potersi fidare».
Maurizio Raggio? «Raggio, e altri.
  Mal gliene incolse.
Ma mio padre era un uomo solo.
In quel clima di intimidazione, era facile commettere errori.
E anche lui ne commise.
Il finanziamento illegale genera corruzione; e il suo vero errore fu non accorgersi di quanto fosse cresciuto il livello di corruzione nel partito.
Ma il finanziamento illegale non comincia certo con Craxi.
Fino al 1957, il Psi era finanziato dai comunisti.
Poi, quando Nenni rompe con Togliatti, attraverso l’allora amministratore Lami stringe un accordo con l’Eni.
Poi, dal ’63 in avanti, il Psi — allora amministrato da Talamone — viene finanziato dalle grandi aziende pubbliche, come la Dc.
Nel ’76 Craxi trova un sistema oliato da anni.
Per lui il denaro era un’arma per la politica, anche per fronteggiare il Pci, finanziato da una [...]

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