Stenio Solinas,Quell’attrazione fatale ..

Quell’attrazione fatale delle donne per la tonaca di Stenio Solinas - 27/04/2010 Fonte: il giornale Il fascino dell’abito talare sta nel suo assomigliare a un’uniforme.
Proibita.
Così almeno la pensava Stendhal quando ne Il rosso e il nero racconta la storia di Julien Sorel, il giovane povero e ambizioso che, non avendo potuto vivere la gloria militare di Napoleone, cerca nella veste da prete offertagli dalla Restaurazione di che mascherare la propria volontà di potenza.
Ipocrita, arrivista, seduttore, finirà ghigliottinato e la sua amante, nella carrozza parata a lutto verso il cimitero, porterà sulle ginocchia la testa dell’uomo così tanto amato.
Al Settecento dei Lumi, che con Diderot aveva popolato la letteratura romanzesca di monache lussuriose e di frati in calore, l’Ottocento delle passioni oppone dunque l’eroe romantico, condannato dal proprio tempo al travestimento nell’illusione di far coincidere i sogni e la realtà.
Ancora un secolo e il Novecento della morte di Dio chiuderà il cerchio con Il prete bello di Goffredo Parise, tramutando la tragedia in farsa: nessuno si illude più e ci si inganna tutti senza grandezza e senza sofferenza.
Siamo tanto abituati a una chiesa secolarizzata, dove le vocazioni latitano e i preti vestono in borghese, che nell’ultimo film di Verdone, Io, loro e Lara, l’idea del protagonista Don Carlo tampinato da una psicologa ci aveva fatto sorridere; non per il fatto in sé, ma per la reazione di lui: «E no, il bacio in bocca no»...
Intelligentemente, Verdone aveva capito che il celibato è per certi versi l’ultimo argine e l’ultimo tabù e la cronaca, nel raccontarci ora questa storia singolare di un religioso del Ferrarese asfissiato a tal punto dalla corte di una giornalista milanese da rivolgersi alla magistratura, ce lo conferma.
Boccaccio è ancora vivo e prega assieme a noi.
Negli anni Sessanta e Settanta, quelli della commedia all’italiana, dei film di Pierino e delle soldatesse alle grandi manovre, l’erotismo applicato alla religione non aveva dato grandi risultati.
Andando a memoria, e senza alcuna pretesa critica e/o esaustiva, un po’ di porno-soft, dove c’erano più infermiere vestite da suore, che suore nelle vesti di infermiere, qualche prova d’autore, De Sica, Risi, dove la presenza statuaria di Sofia Loren garantiva di per sé un’improbabilità come religiosa (Bianco, rosso e...), una impossibilità quanto a trasgressione portata sino in fondo.
Eppure, in Ieri, oggi e domani, quando, da prostituta, faceva involontariamente girare [...]

Leggi tutto l'articolo