Stereofotografie e cartografie a Venezia tra XIX e XX secolo

“In un primo momento, per sorprendere la Fotografia fotografa il notevole; ben presto però, attraverso un ben noto capovolgimento, essa decreta notevole ciò che fotografa.” (Roland Barthes) (1) Hugo & Wheatstone: la strana coppia Nel 1831 Victor Marie Hugo, a ventinove anni finisce di scrivere Notre – Dame de Paris, descrivendo tra l’altro, la Parigi del XV secolo “a volo d’uccello”.
La chiesa di Notre – Dame (1163 – 1330) é nel cuore di una città già molto estesa, “emergenza straordinaria all’interno di una mirabile costruzione urbana”, “un paesaggio fatto di strade, di piazze, di edifici, l’enorme corpo scritto della città, del quale la cattedrale costituisce la massima opera”(2).
Il visitatore che si fosse spinto sulla sommità delle torri, “arrivando là in cima senza fiato, non vedeva da prima che un’abbagliante confusione di tetti, di camini, di strade, di ponti, di piazze, di guglie, di campanili.
Tutto gli si affollava allo sguardo a un tempo, il frontone a punta, il tetto ad angolo acuto, la torretta sospesa agli angoli delle case, la piramide di pietra dell’XI secolo, l’obelisco di ardesia del XV, il torrione rotondo e nudo della fortificazione, la torre quadrata e intagliata della chiesa, il grande, il piccolo, il massiccio, l’aereo.”(3) Nel 1832 Charles Wheatstone, poliedrico fisico inglese, a trentanni inventa lo stereoscopio.
(4) Lo strumento ottico, che ricorda un binocolo, mediante il quale, guardando contemporaneamente due immagini dello stesso oggetto prese da due diversi punti di vista, si ha la sensazione di vedere un’immagine in rilievo e in profondità, tridimensionale, stereoscopica appunto: una nuova, straordinaria percezione di un oggetto in conseguenza della visione binoculare.
Nella presentazione alla Royal Scottish Society of Arts, nel luglio 1838 lo studioso inglese propose “that it be called a Stereoscope, to indicate its property of representing solid figures”.
Le conseguenze di tale invenzione non si avranno nel breve periodo.
Bisogna attendere che Jean Francois Antoine Claudet (1797 – 1867), uno dei primi fotografi professionsti, brevetti lo stereoscopio e che la prima macchina per riprese stereoscopiche venga immessa nel mercato a Parigi nel 1854 da Achille Quinet (1831 – 1900).
Si chiamerà Quinetoscope “binocular style stereo camera”, la stereocamera era nata.
(5) Claudet scrisse che “The stereoscope is the general panorama of the world.
It brings in the cheapest and most portable form, not only the picture but the model, in [...]

Leggi tutto l'articolo