Stiamo tornando al razzismo fascista

pubblicata da Shon Yalkereen Handerwalheimr il giorno sabato 15 gennaio 2011 alle ore 13.25  Lo studio del suo team di ricerca sostiene che la mentalità italiana è “permeata da parole e immagini” che vengono dal repertorio razzista della dittatura fascista.
Ma in Italia nessuno, ormai, parla di razze inferiori...
Oggi difficilmente qualcuno oserebbe sostenere apertamente una supposta inferiorità di altri popoli, come facevano nazisti e fascisti nei confronti di ebrei e neri.
Eppure nel dibattito pubblico e politico si usano senza pudore le stesse “strategie di delegittimazione”, come si dice in termini scientifici.
Soprattutto nei confronti degli immigrati.
Strategie di delegittimazione? Cosa sono? Sono quei meccanismi che vengono usati per caratterizzare in termini negativi particolari gruppi di persone, in modo da emarginarli dal resto della società e quindi giustificare un trattamento diverso, discriminatorio, nei loro confronti.
Nei rapporti tra gruppi non conta tanto quello che sono “davvero”, ma come vengono visti.
E qual è il rischio di questi meccanismi? Di passare all’azione: la persecuzione degli ebrei, per parlare della storia, è stata possibile perché si era diffusa una mentalità che li considerava diversi, meno che persone.
In altri termini, i nazisti non sapevano di essere “nazisti”, credevano di essere nel giusto.
Esatto: avevano delle convinzioni che secondo loro erano vere e giustificavano il loro comportamento.
Oggi tutte le ricerche scientifiche mostrano che in Italia sono in aumento gli stereotipi razzisti, insieme a quelli omofobi e sessisti.
C’è un legame? Sì, di solito queste diverse forme di discriminazione vanno di pari passo.
In particolare, però, noi abbiamo visto che nei confronti degli stranieri immigrati si sono diffusi le stesse modalità denigratorie usate dalla dittatura fascista verso ebrei e popoli “delle colonie”.
Come avete fatto a vederlo? Abbiamo analizzato tutti i numeri de La Difesa della Razza, la rivista con cui il regime faceva propaganda razziale - era distribuita anche nelle scuole.
E abbiamo paragonato le sue illustrazioni con i manifesti della Lega Nord.
Perché proprio della Lega? Perché è il partito che ha messo al centro della propria attività politica il tema dell’immigrazione, rendendolo centrale nel dibattito pubblico.
E perché è al governo e quindi le sue concezioni si riflettono in decisioni pratiche, che influenzano la vita pubblica del Paese.
Nella vostra analisi scrivete che “le immagini usate dalla Lega Nord assomigliano [...]

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