Storia di Costalta - 6

(a cura di Alessandro Sacco e Giandomenico Zanderigo)
Quando i boschi cadorini non avevano ancora grande importanza commerciale (Nota 1), ogni regoliere poteva tagliare a suo piacimento nei boschi comuni. All'inizio del sec. XIV i laudi delle regole incominciarono a disciplinare l'uso dei boschi, limitando questo diritto ed arbitrio individuale a favore della collettività regoliera (Nota 2). Vizzando alcuni boschi ("vizzare" significa "bandire") la regola stabiliva che in essi i singoli regolieri potevano tagliare (in specie le piante di abete, larice e pino: vizze "da dássa e zéma") solo per la costruzione e manutenzione delle proprie case (vizze "da fabbrica") o riservava il taglio per i bisogni collettivi della regola (strade, ponti, chiese, acquedotti). Si vizzavano i boschi anche per difesa del suolo e delle abitazioni (ad es., le vizze "da lavina").
Le vizzazioni erano occasioni di lite fra le regole, che cercavano di riservarsi in modo esclusivo il godimento di boschi promiscui....

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