Strage Erba: spunta la pista di una vendetta della 'Ndrangheta

Le Iene tornano sulla strage di Erba.
Nella puntata di ieri sera, l’inchiesta di Antonino Monteleone e Marco Occhipinti ha battuto una nuova pista grazie alla testimonianza di Marta Calzolaro, moglie del Biscia, cugino di Azouz Marzouk.
Alle origini del quadruplice omicidio di Raffaella Castagna, Paola Galli, Valeria Cherubini e del piccolo Youssef, di soli due anni, rispettivamente moglie, suocera, vicina di casa e figlio di Marzouk, non ci sarebbe stata una banale lite condominiale.
Dopo il ritrovamento di reperti mai analizzati nel luogo del delitto, una nuova ipotesi potrebbe far luce sulle vicende di Rosa Bazzi e Olindo Romano, condannati definitivamente all’ergastolo, e su cui Le Iene indagano da tempo.
Durante la puntata di ieri sera, Antonino Monteleone ha diretto l’inchiesta verso una possibile pista alternativa, quella di una vendetta della ‘Ndrangheta.
Azouz Marzouk, coinvolto nello spaccio, avrebbe infatti litigato in carcere con un appartenente all’associazione mafiosa che controllava lo smercio di droga a Erba.
Lo stesso Marzouk si è detto scettico riguardo questa ipotesi, nonostante la testimonianza di Marta Calzolaro raccolta dai microfoni de Le Iene.
“In carcere Azouz aveva rapporti con ragazzini maggiorenni.
Avevamo pensato: mica che aveva toccato qualche figlio di qualche calabrese importante?”.
Il Biscia avrebbe più volte confidato alla moglie le paure di Marzouk, minacciato dalla ‘Ndrangheta e immischiato in liti con gruppi di spacciatori rivali albanesi, talmente feroci da “fare i bimbi a pezzi”, come risulta da alcune intercettazioni fatte sentire durante la puntata di ieri de Le Iene.
Azouz Marzouk ha negato di aver avuto rapporti omosessuali in carcere, ma ai microfoni del programma di Italia 1 ha confermato le liti con “i calabresi” e con il temuto boss della ‘Ndrangheta Maurizio Agrati, che hanno portato al suo trasferimento in un carcere diverso.