Stragi del sabato sera

“Continuano senza sosta le stragi del sabato sera.
Se le famiglie sono le seconde vittime di questo micidiale fenomeno, sono anche le ultime a mettersi in discussione e fare il mea culpa su ciò che per quelle giovani vittime potrebbero fare e non fanno.Si invoca quasi sempre la fatalità, le strade bagnate, l’asfalto sconnesso.
So quanto sia difficile, nel dolore lacerante per la morte di un figlio, mettersi in discussione e ammettere i propri limiti.
Negli incidenti del sabato sera c’è soprattutto la permissività dei genitori verso i figli, la loro incapacità a guidarli con autorevolezza, a seguirli con rigore.Non si possono demandare alla Polizia stradale e allo Stato le regole del buon senso e del vivere civile se poi si affidano a ragazzi di vent’anni bolidi da 200 all’ora.
Non si può maledire la fatalità se si lasciano i figli allo sbando e alle lusinghe di notti e di albe alcolizzate.Nessuno riuscirà mai a spiegarmi il perché i giovani, per divertirsi, debbano affollare le discote...

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