Strega

Il viaggio della strega bambinadi Celia ReesMary ha un destino designato di strega, a cui non può sottrarsi.
Una nonna condannata al patibolo per stregoneria.
Una madre incontrata un'unica volta, che nasconde un passato oscuro.
La necessità di fuggire per sottrarsi alla persecuzione.
I poteri della mente da reprimere anche con se stessa.
Ma soprattutto, ciò che più la condanna in quanto strega, è l'aver vissuto con una mente curiosa e aperta, in una quotidianità semplice ma onesta, priva di ossessioni religiose, di falsi pudori e di costrizioni ideologiche.
Quasi utopico oggi, impensabile nel 1600.Storia di una suspence annunciata, di un virus letale sempre in agguato, che si insinua nelle menti, serpeggia sibilante nelle parole, contagia gli sguardi delle persone.
Mellifluo e micidiale, avanza lentamente ma inesorabile, alimentando il seme del sospetto.
Ora dopo ora il cerchio si stringe intorno a lei, costringendola a fuggire qui e altrove, sempre.Quanto più Mary si sforza di non lasciare trapelare pensieri e riflessioni, opinioni e men che meno desideri, i seguaci dell'invidia, repressi da un mondo di costrizioni, scrutano il pozzo in fondo ai suoi sguardi, avidi di riconoscere i propri peccati desiderati, frementi di additarli, impazienti di goderne la pubblica gogna.
L'autrice ha il merito di evocare le sublimi atmosfere de "La lettera scarlatta" di N.Hawtorne, di farci sentire normali nella terra dell'assurdo, di farci sentire colpevoli di ciò che percepiamo come naturale ed ovvio, di farci boccheggiare in un mondo privato di ossigeno.
Storia di una tristemente nota persecuzione delle libertà personali, in nome della liberazione dal maligno.Per non dimenticare le migliaia di donne che ancora oggi vengono torturate e uccise per stregoneria.

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