Stromboli, il film di Rossellini&Bergman al "London Film Festival"

Il London Film Festival dedica una doppia proiezione a uno dei maestri indiscussi del cinema italiano, Roberto Rossellini.
Viaggio in Italia e La guerra dei vulcani raccontano le grandi attrici che lavorarono con lui e vissero al suo fianco: Anna Magnani e Ingrid Bergman.
C’è qualcosa di magnetico nella bella attrice svedese, il viso da bimba appena velato dal divismo.
Abbastanza da ispirare il padre della musica folk statunitense Woody Guthrie, che le dedicò una canzone musicata postuma da uno dei suoi migliori eredi, l’inglese Billy Bragg (in collaborazione con i Wilco).
Ingrid Bergman, Ingrid Bergman, / andiamo a girare un film / sull’isola di Stromboli, Ingrid Bergman Il LFF quest’anno dedica una parte delle proiezioni ai cosiddetti Treasures, film conservati negli archivi storici del BFI o di altre Cineteche europee recentemente restaurati e resi di nuovo accessibili al pubblico.
Tra questi c’è Viaggio in Italia (1954) presentato di recente a Venezia, Cannes, Toronto, New York e ora approdato a Londra per la gioia di un (nutrito) pubblico internazionale – non ci sono solo italiani in sala, ma addirittura una signora inglese che lavorò come assistente personale di Anna Magnani.
Il capolavoro di Roberto Rossellini è seguito dal documentario La guerra dei Vulcani sulla lavorazione di uno dei suoi film più travagliati, Stromboli terra di Dio (1950) che segnò la fine della relazione con Nannarella, abbandonata dal regista per la bella Ingrid.
L’altro vulcano in questione è l’omonima isola delle Eolie dove la casa di produzione Panaria (cui, secondo le testimonianze, Rossellini rubò il soggetto per il suo film) girò il film Vulcano (1950) con protagonista proprio la Magnani, in una competizione che trascendeva i semplici duelli cinematografici.
Ingrid Bergman / sei così bella / da far fremer ogni montagna / da far uscir fuoco da ogni cratere / Ingrid Bergman La mente dietro La guerra dei vulcani è Francesco Patierno, regista partenopeo noto al pubblico italiano per la commedia agra e surreale Cose dell’altro mondo (2011), presentata l’anno scorso a Venezia.
Soggettista e sceneggiatore del documentario, Patierno ha lavorato per più di un anno negli archivi di Cinecittà, montando le immagini raccolte in quattro mesi di lavoro.
Non avendo un nome sufficientemente importante per una superproduzione con cast hollywoodiano, il regista ha dovuto abbandonare i sogni di gloria per ripiegare sul low cost all’europea – scelta che purtroppo ha sacrificato la narrazione, troncandola abbastanza [...]

Leggi tutto l'articolo