Stuart Turton - Le sette morti di Evelyn Hardcastle

 "«Anna!» mi ritrovo a gridare, per poi chiudere la bocca di scatto, sorpreso.
Ho il vuoto nel cervello.
Non so chi sia Anna, né perché stia chiamando il suo nome.
Non so nemmeno come abbia fatto ad arrivare qui.
Sono in un bosco, e mi proteggo gli occhi dalla pioggia sottile.
Sento il cuore che batte all'impazzata.
Puzzo di sudore e mi tremano le gambe.
Devo aver corso, ma non ricordo perché.
«Come ho...» Mi interrompo nel vedere l'aspetto delle mie mani.
Sono ossute e brutte.
Le mani di un estraneo.
Non le riconosco.
Nell'avvertire il primo brivido di panico, mi sforzo di rammentare qualcos'altro su di me: un familiare, il mio indirizzo, la mia età, qualsiasi cosa, ma non mi viene in mente nulla, neppure un nome.
Qualunque ricordo avessi fino a un attimo fa, "adesso è scomparso. Wow! Finalmente l'ho finito!Questa mia esclamazione la dice lunga su cosa penso di questo romanzo. "«Mia nonna non vede di buon occhio i giovanotti che pensano troppo.
Lo considera un segno di inopero...

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