Su Facebook Toto Cutugno diventa un caso

Sul sito della statunitense "Cornell University" uno studio che avesse come oggetto una foto di Toto Cutugno? E che a scrivere questo paper, pubblicato lo scorso 28 gennaio con il titolo “Everyday the same picture: Popularity and Content Diversity” (in italiano “ogni giorno la stessa foto: popolarità e diversità di contenuti”), sarebbero stati ben 8 ricercatori italiani? A tutto questo aggiungete che una delle conclusioni cui giunge la ricerca è che – indirettamente – Toto Cutugno potrebbe aver “sconfitto” Mark Zuckeberg, diventando protagonista di un’operazione di “craccaggio” del codice del Social Media più famoso e diffuso al mondo.
Si può ben dire che il mondo non è più quello di una volta.  Tutto nasce con una pagina Facebook, creata nell’agosto dello scorso anno, dal titolo: “La stessa foto di Toto Cutugno ogni giorno”.
E l’autore ha mantenuto sino a oggi la promessa, implicita nel titolo, pubblicando ogni giorno una foto – un po’ datata, tra il vintage e il kitsch - dell’ormai 71enne crooner italiano.  Nel primo mese la pagina, grazie a un meccanismo di autopromozione e passaparola, ha ottenuto oltre 20.000 like e oggi, a distanza di 5 mesi ne conta quasi 45.000, con un incremento giornaliero costante e decine di commenti a ogni post.  La fanpage vanta ormai così tanti fedelissimi che nei giorni scorsi i suoi follower hanno lanciato lo slogan #totoforpresident che, pur ricevendo meno attenzione mediatica dei supporter di Giancarlo Magalli, non ha mancato di riservare soddisfazioni al creatore della pagina.
E d’altra parte non poteva essere diversamente per il cantante melodico italiano famoso, anche all’estero, per aver scritto una sorta di inno nazionale popolare con la sua hit (che meritò anche il secondo posto al festival di Sanremo) “L’italiano”.  Tra gaussiane, analisi di inferenze e comparazioni con pagine altrettanto “originali”, che però pubblicano contenuti molto più variati (in particolare le pagine “ebola e gattini” e “a favore delle scie chimiche”), gli otto ricercatori hanno cercato così di spiegare, dal punto di vista informatico, la logica (semmai ce ne possa essere una) dietro i 45.000 like.
Al centro della loro analisi c’è la valutazione delle differenti interazioni degli utenti Facebook con pagine con contenuti omogenei e con pagine con contenuti variati.  Ma in Italia la foto di Toto Cutugno rischia di sviare l’attenzione anche dei lettori più avvezzi alla terminologia della ricerca informatica.
In realtà la pagina [...]

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