Successo popolare per l’ultima replica di ''Acqua scorre e sanghe stregne"

GUARDIALFIERA - C'è bisogno in tempi liquidi e contraddittori, come i nostri, di recuperare spazi e occasioni, per rifornirei di quel nostro "piccolo mondo antico ", pittoresco, semplice, che ancora trasmette la sapienza del vivere e la formula per vivere meglio la vita oggi.Maria Rosaria di Rocco e Mario Pomponio, due registi, in una costante coerenza di risultati, ci sono riusciti un'altra volta, per rigenerata euforia degli "Scap(e)sctrate" , l'omonimo gruppo teatrale di 2^ progenie, derivante da quella inventata nel 1991 da Jole di Rocco.
Da lei, commediografa dialettale, impetuosa e indimenticata, deceduta nel 2005, che dal Molise aveva assorbito e profuso, a sua volta, il poetico, il comico, il tragico esistere quotidiano.
Abbiamo così rigustato lo scorso anno "E' tutta 'nata cosa" e "Natale di Peverielle", due fragranti commedie paesane.
E, in questo tempo natalizio, fino ali 'ultima replica di ieri sera, la sua concreta "guardiesità", il suo sottile psicologismo, il suo linguaggio elastico è esploso e dilagato in "Acqua scorre e sanghe stregne".
Proprio qui, nel vernacolo di Guardialfiera, lo spirito della satira, circola nelle espressioni, scivola nella battuta.
E, dentro la splendida corifezione di intrecci, di luoghi, di storie, di immagini, esulta anche negli “odori” della nostra società, effusi a metà del secolo scorso.
Attori fertili.
Parlatori dallo stile sicuro e incisivo, schietto e sagace, attrezzati di gestualità e di arte confabulante.
Un successo popolare! Ogni sillaba, perciò, di questo "avanspettacolo ", ogni parola pronunciata da questi ragazzi, può ancora divertire.
Può rinnovare un , riscattarlo dal buio e ridonarlo carezza e ampiezza di speranza e di luce.Vincenzo Di Sabato

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