Sugli insegnanti precari la CISL: "Non pagano lo stipendio e vogliono anche licenziarli!!!"

BERGAMO- (Europa 1/GiDa) - A due mesi dall'inizio dell'anno scolastico il personale docente e ATA in provincia di Bergamo, non riceve lo stipendio.
E' il segretario generale della CISL scuola di Bergamo che lo scrive a tutti gli insegnanti e personale ATA precari, arrabbiati ma non stanchi di ricevere risposte evasive da parte degli organismi competenti, locali e romani, per far presente la particolare situazione nella quale versano.
Vincenzo D'Acunzo (CISL), presa penna e .....
calamaio, così scrive: "Ad un osservatorio attento a come i problemi sociali si stiano acuendo non può sfuggire come quella che era stata preannunciata come l’era della flessibilità si stia trasformando in modo irreversibile nell’era della precarietà sempre più diffusa senza che i decisori intervengano per costruire un argine.
Si è voluta convincere la pubblica opinione del fatto che l’efficienza della pubblica amministrazione sarebbe stata messa a dura prova da abusi dei diritti e, per questo, il Ministro Brunetta ha potuto fregiarsi, con il suo provvedimento, del titolo di fustigatore dei costumi e sbandierare l’altissima percentuale di recupero dei lavoratori alla retta via.
Il fine era l’efficacia e l’efficienza: efficacia ed efficienza che, se la causa vera fosse stata rimossa, ora sarebbe visibile.
Purtroppo non è così se è vero, come è vero, che un’alta percentuale di personale docente e ATA in prov.
di Bergamo non solo non riceve lo stipendio ma deve sopravvivere in costante precarietà: licenziamento a giugno e riassunzione a settembre ma senza stipendio per cause più disparate:  numero elevato di contratti attivati che rallentano la ricezione; mancata aggregazione dei codici di alcune istituzioni scolastiche; ecc… Almeno così si dice.
Ma qualunque sia la causa un dato è certo: si dimentica che anche questi lavoratori sono persone che devono provvedere al sostentamento della famiglia, pagare gli affitti,  ecc… Si lascia sempre in secondo piano la dignità.
Ci domandiamo se, denunciare queste situazioni e sollecitare la sensibilità “umana” a che chi ha responsabilità in merito provveda con immediatezza a dare le opportune risposte, sia o no assolvere ad un dovere civico.
Sarebbe ora, caro ministro Brunetta, di smetterla con la demagogia e di guardare con occhio più vigile la realtà.
Il primo guadagno sarebbe proprio il suo!!! "

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