Sui medici c'è accanimento giudiziario;Le pubblicità terroristiche dei studi legali, chi si arricchisce sulla presunta malasanità?

  Domenica scorsa il Corriere della Sera si è occupato delle "pubblicità terroristiche" degli studi legali pronti ad accaparrarsi potenziali clienti tra i pazienti degli ospedali: persone che sono state curate,operate e che potrebbero avere motivo per recriminare contro la struttura dove sono state accolte.
Nell'articolo si tiene fermo un punto: le negligenze e le sciatterie che causano danni ai pazienti vanno perseguite sempre.
Quello che però si considera inaccettabile è il tentativo di lucrare, fatto in assoluta malafede.
Si moltiplicano, infatti, gli studi di infortunistica che spingono i pazienti a denunciare gli ospedali.
Secondo l'Ania, assicurazione nazionale imprese assicuratrici, ogni anno sono 34 mila le denunce per danni subiti dalle strutture sanitarie.
Spesso però ci si muove partendo da puri pregiudizi.
Come la leggenda statistica secondo la quale ogni giorno morirebbero negli ospedali 90 persone a causa degli errori dei medici.
Il risultato è che le assicurazioni sono sempre più restie a fornire polizze e sono sempre più care.
«Noi medici, ma soprattutto noi chirurghi non ce la facciamo più - scrive Francesco Corcione, presidente della Società di chirurgia endoscopica e nuove tecnologie - siamo schiacciati dai problemi organizzativi, riduzione del personale e continue richieste di risarcimento danni da parte dei nostri pazienti.
Verosimilmente la colpa è anche nostra che abbiamo enfatizzato la modernizzazione della chirurgia, che effettivamente diventa sempre più tecnologica, ma non più sicura».
«Gli avvocati si battono da anni - spiega l'avvocato Francesco Magni - affinché l'attività delle infortunistiche sia quantomeno limitata e soggetta a una qualche forma di controllo.
L'accaparramento di clientela anche tramite l'uso di messaggi shock accade proprio perché l'attività delle infortunistiche non è soggetta ad alcun tipo di esame etico-

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