Sulla rampa di lancio c'è il Goce Aiuterà a prevedere i terremoti

Saranno le 16 e 21 in Italia del 10 settembre quando da una rampa di lancio di Plesetsk, circa 800 chilometri a nord di Mosca, partirà il satellite Goce (Gravity field and steady-state Ocean Circulation Explorer), a bordo del lanciatore Rockot.
La sonda è stata progettata e costruita dall'Agenzia Spaziale Europea e avrà il compito di misurare le piccolissime variazioni del campo gravitazionale terrestre.
Si tratta del primo satellite della serie degli Earth Explorer e inaugura il programma Living Planet dell'Esa.
Ai non addetti ai lavori sembrerà strano che non si conosca ancora bene il campo gravitazionale della Terra, ossia la forza che ci dà un peso.
Eppure è proprio così.
Se ci spostiamo da un punto all'altro del pianeta, infatti, scopriamo che il nostro peso cambia, seppur di poco.
Queste variazioni dipendono dalla quota sul livello del mare, dalla presenza o meno di grotte sotto i nostri piedi, dal fatto che ci trovi su un oceano o sulla terraferma.  In geologia si definisce il "geoide terrestre", ovvero quella superficie ideale in tutti i punti della quale un qualsiasi corpo ha lo stesso peso.
Il geoide non corrisponde con la superficie terrestre, ma la sua forma dipende proprio dalla struttura superficiale e interna della Terra.
Goce determinerà la forma del geoide terrestre con una risoluzione spaziale di circa 100 km e con una precisione nelle misure mai raggiunta prima.  Spiega Roberto Sabadini, che, insieme a Valentina Barletta, Andrea Bordoni, Anna Maria Marotta fa parte del gruppo di Geofisica dell'Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Scienze della Terra "A.
Desio" e sarà responsabile scientifico della missione per conto dell'Università di Milano: "Con Goce sarà possibile avere a disposizione per la prima volta un livello medio del mare di riferimento estremamente preciso, per misurare e per prevedere, mediante opportuni modelli matematici, le variazioni del livello marino dovute sia a mutamenti climatici che ai movimenti della crosta terrestre".
La superficie di riferimento che ne uscirà permetterà di rivelare variazioni del livello del mare dell'ordine anche di un millimetro all'anno, non solo globalmente per i grandi bacini oceanici, ma anche per bacini di dimensioni più piccole, quali il Mediterraneo.
Ciò fa capire l'importanza delle metodologie geofisiche che utilizzeranno i dati di Goce per monitorare e per prevedere le variazioni del livello medio del mare lungo le coste italiane.
Continua Sabadini: "Goce avrà ricadute altrettanto rilevanti nella misura della velocità di [...]

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