Susanoo e Yamata no Orochi

Un interessante mito della mitologia giapponese è quello riguardante la lotta tra Susanoo, il dio del mare e delle tempeste, fratello della dea del Sole Amaterasu, contro il drago Yamata no Orochi, I fatti si svolgono nella provincia di Izumo (il nome deriverebbe dalla dea Izanami che sarebbe sepolta sul Monte Hiba, al confine della provincia), nella prefettura di Shimane.
La provincia è uno dei posti più antichi di tutto il Giappone e zona molto importante per lo Shintoismo: basti pensare che qui sorge il famoso tempio di Izumo, uno dei più importanti e antichi di tutto il Paese.
Secondo la mitologia nella provincia di Izumo è localizzata anche l'entrata a Yomi, il mondo degli inferi.
Alla fine del mito della dea Amaterasu, la dea del Sole, con un inganno, venne fatta uscire dalla caverna in cui si era rifugiata.
Gli dei decisero allora di esiliare il perfido Susanoo, fratello di Amaterasu.
Scacciato dal cielo, Susanoo arrivò sulla terra nei pressi del fiume Hi, nella provincia di Izumo.
Qui vide galleggiare delle bacchette e ne dedusse che nelle vicinanze ci fosse qualcuno.
Difatti, di lì a poco, incontrò una coppia di anziani con la loro figlia: tutti piangevano.
Erano dei nobili di quelle terre: Ashinazuchi con la moglie Tenazuchi e la figlia, la principessa Kushinasa.
Susanoo, colpito da tanta tristezza, chiese il motivo del loro dolore e venne a sapere che ogni anno un drago Yamata no Orochi veniva a fare loro visita e si mangiava una loro figlia e Kushinada era l'ultima che era loro rimasta e presto avrebbe fatto la fine delle sorelle.
Il dio dei mari e delle tempeste, colpito anche dalla bellezza della loro figlia, promise loro di aiutarli a patto che gli dessero in sposa la figlia: i genitori accettarono solo dopo aver saputo chi avevano di fronte.
A questo punto Susanoo trasformò la principessa Kunishida in un pettine magico e se lo infilò fra i capelli.
Yamata no Orochi era un drago immenso con otto teste ed otto code.
Susanoo ordinò alla coppia di costruire, attorno alla loro casa, un recinto con otto porte e, davanti ad ogni porta, un tavolo con una botte di sakè.
Il drago alla fine arrivò e, davanti al recinto, ebbe un momento di perplessità non sapendo come affrontare la situazione.
Vide il sakè di cui era un grande bevitore e, dopo un conciliabolo tra le teste sulla strategia migliore per arrivare a quelle botti, ciascuna testa raggiunse una botte e la svuotò.
A questo punto, con il drago intontito dalla potente bevanda, Susanoo estrasse la spada e partì all'attacco.
La battaglia fu tremenda [...]

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