Sveglia!

Faccio orgogliosamente parte di quel 32% di aventi diritto che ieri si e' recato alle urne per dire la sua su questo referendum.
Per rafforzare lo stereotipo dell'Italiano di questi ultimi anni ci siamo fatti scappare l'ennesima occasione per esercitare questo diritto democratico di dare un segnale a chi ci governa affinche' capisca che il popolo: c'e'! Chi siede sugli scanni del potere ha avuto l'ennesima conferma che le "pecore" sono addestrate bene e seguono il richiamo del pastore e che quindi possono fare, senza vergogna, cio' che vogliono della cosa pubblica.
Un popolo che ha un coscienza e una capacita' critica di valutazione delle cose che gli vengono imposte da chi ha votato e' capace anche, in questi momenti in cui e' interpellato, di fare il suo dovere da elettore, di votare, di esprimere la convinzione di cio' che pensa e in cui crede.
Al di la del SI o del NO la cosa che e' mancata in questa consultazione e': la presenza.
La volonta' espressa e' quella di fregarsene di cio' che verra' in futuro seguendo la filosofia del: " Finche' non mi pestano i piedi va bene cosi'".
La coesione sociale in questo Paese si ottiene soltanto negli stadi durante le partite di calcio o davanti al televisore guardando le puntate dei talk show.
Siamo ridotti proprio male! Non parliamo poi della mia terra, dell'Abruzzo, che si e' sfilata per timore referenziale dai referendum e che ha mostrato, ancora una volta, di essere pregna di immobilismo e resistenza al cambiamento delineando un nuovo record negativo di votanti! Mi vergogno di essere abruzzese.
Abbiamo perso un'altra occasione per cambiare, per dare un avvertimento al "sistema", un futuro migliore ai nostri figli.
Spero solo che prima o poi il torpore finisca e che gli ITALIANI, finalmente, capiscano quanto e' profondo il baratro sul cui orlo sono da tempo in bilico seduti.
Svegliatevi prima che sia troppo tardi ed il vostro egoismo mangi anche l'ultimo pezzettino di amor patrio che ancora alberga, si spera, in Voi.
Buona giornata Pietro

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