Svezia: il Partito Pirata ottiene il 7,4% dei voti e arriva al Parlamento Europeo

  Come sappiamo, le elezioni europee si sono ormai concluse, aprendo una nuova pagina nella politica dell’Unione, con nuovi equilibri e risultati sorprendenti, come ad esempio la crescita esponenziale dei partiti di estrema destra in molti paesi.
Ma i gruppi xenofobi non sono l’unica novità di questa tornata elettorale: in Svezia, ad esempio, il Partito Pirata ha ottenuto un successo senza precedenti: 7,4% delle preferenze, un risultato che consentirà al movimento di entrare nel Parlamento dell’UE.
Tradotto in numeri, tale percentuale rappresenterebbe più o meno 200 mila voti, ben 165 mila in più rispetto alle precedenti elezioni.
Anche nel nostro paese un esponente del partito, Alessandro Bottoni, ha tentato di arrivare a Strasburgo, candidandosi tra le liste del nuovo partito di Vendola, Sinistra e Libertà, ma senza ottenere il risultato sperato.
La Svezia, quindi, è il trampolino di lancio di un movimento, il Piratpartiet appunto, nato nel 2006 e diffusosi in altri paesi europei e negli States, dando voce al malcontento di tutti quegli utenti che vedono nelle nuove regolamentazioni del Web e nelle scelte commerciali dei governi e dei privati un rischio per la libertà della rete e un approccio sbagliato e “vecchio” nel concepire molti dei temi legati ad Internet, come il copyright e lo scambio dei dati.
Il successo del Piratpartiet in Svezia è considerato da molti analisti e non un segnale concreto del cambiamento della società e del rapporto che essa ha oggi con i mezzi di comunicazione.
Se il movimento è riuscito quasi a sestuplicare il risultato nel giro di tre anni il risultato alle elezioni, ci si chiede se nei prossimi appuntamenti elettorali non riuscirà a raggiungere e addirittura superare i partiti “tradizionali”.
In occasione di un’intervista, Bottoni ha affermato che l’Italia è un paese ancora troppo indietro per quanto riguarda le questioni del Web e della libertà della rete.
Norme e disegni di legge altamente restrittivi stanno causando, secondo il rappresentate del Partito Pirata in Italia, una situazione molto pericolosa per l’utenza, imbrigliata in leggi-tranello che negano la possibilità ai navigatori di utilizzare Internet liberamente e di avere una legislazione più moderna sul diritto d’autore e sull’informatica in generale, ad esempio puntando maggiormente sull’open source.
Ovviamente si tratta di un tema abbastanza delicato e il fenomeno della pirateria online deve necessariamente avere dei paletti ben definiti, soprattutto quando si parla di crackers e non [...]

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