Sweeney Todd: Il diabolico barbiere di Fleet Street

Regia: Tim Burton Sceneggiatura: John Logan Cast: Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Alan Rickman, Jamie Campbell Bower, Ed Sanders   E' tornato, è tornato! Finalmente Tim ha lasciato da parte i grossi pesci e le tavolette di cioccolato e si è rimesso a fare il "suo" cinema, ma che dico, è riuscito a fare ancora meglio di quanto abbia mai fatto! Scusate l'entusiasmo, ma vedere questo Sweeny Todd è stata per me una vera goduria, il ritrovo di un Autore con la "A" maiuscola che è riuscito a dimostrare, ancora una volta, quanta genialità abbia dentro di sè.
Perchè qua il discorso non si ferma semplicemente al "lo stile dark/gotico Burton lo sa fare bene", ma si va addirittura oltre, si passa attraverso l'intera sua filmografia e si nota quanto il suo stile sia continuamente in evoluzione verso la perfezione.
In particolare si potrebbe prendere come base Batman o Edward mani di forbice, poi si potrebbe prendere la parentesi totalmente cartooniana de La sposa cadavere e mischiandole (triturandole?) fra di loro ne potrebbe benissimo uscire questo Sweeny Todd.
Burton attinge a piene mai dal suo stesso cinema per catturare quegli aspetti che l'hanno reso famoso e che più gli piace fare e li mischia facendone uscire un film che ha l'ironia di un Mars Attacks!, un trucco cadaverico de La sposa cadavere con un personaggio protagonista tormentato come un Edward mani di forbice.
Ogni film a sè è un capolavoro, e quando si arriva a gridare al capolavoro viene difficilmente pensabile immaginare di poterlo superare.
Eppure è così, Burton con questo film ci dice che la sua filmografia può essere utilizzata e riutilizzata formando nuove forme del suo Cinema, stupendo ogni volta per il prodotto che ne esce.
L'incipit del film richiama incredibilmente Il Corvo; il personaggio che torna dove ha vissuto tutta la sua vita è stravolto nell'aspetto, truccato in volto con un bianco disumano che si aggira vendicatore fra le strade cupe di una città che è così in netto contrasto con i ricordi chiari e puri che aveva di quel posto.
C'è anche il ritorno alla casa in cui ha vissuto, con tanto di mdp che inquadrandolo da fuori le mura, si allontana velocemente mostrando la città oscura immersa fra nuvole e gas neri di dubbia natura.   Le citazioni però non si fermano certo qui e come precedentemente accennato intervengono direttamente sui personaggi per renderli unici: i canti che i personaggi si lasciano sfuggire ricordano gli accenni di musical de La sposa cadavere, il trucco così marcatamente esagerato ricorda i personaggi di [...]

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