TASSE: COME PAGARE DI MENO (seconda parte)

 Tenendo conto di tutte le spese detraibili dalle imposte e quelle deducibili dal reddito è possibile risparmiare un bel po’.Vediamo insieme quali sono le spese che è possibile recuperare almeno in parte e quali documenti servono per dimostrare di averle sostenute  Sconti per chi aiuta in casaLe spese sostenute per gli addetti all’assistenza delle persone non autosufficienti a proprio carico sono detraibili al 19% fino a un massimo di 2.100 euro annui, purché il reddito complessivo lordo non superi i 40.000 euro.
Per il fisco non è autosufficiente chi non è in grado di assumere alimenti, di espletare le funzioni fisiologiche e provvedere all’igiene personale, di deambulare, di indossare gli indumenti o chi necessita di sorveglianza continua.
Questa condizione deve essere certificata da un medico e le spese per l’assistenza vanno documentate con ricevute che contengano i dati anagrafici del dichiarante, dell’assistito e quelli dell’addetto.
Sono poi deducibili dal reddito i contributi versati per colf, badanti e baby-sitter fino a un massimo di 1.549,37 euro l’anno.Mutuo: interessi più leggeriLa spesa massima detraibile al 19% è di 4.000 euro l’anno per finanziamenti che riguardano l’acquisto dell’abitazione principale.
In questo limite sono compresi sia gli interessi passivi pagati sul mutuo sia gli oneri accessori: commissione delle banche per l’intermediazione, oneri fiscali (inclusi quelli per l’iscrizione e la cancellazione dell’ipoteca), le spese di istruttoria e di perizia e l’onorario pagato al notaio per l’accensione del mutuo.
È importante perciò che dalla fattura del professionista questa spesa sia indicata separatamente.Siccome è facile arrivare al limite massimo dei 4.000 euro con i soli interessi passivi, converrebbe rogitare negli ultimi mesi dell’anno, in modo che i pochi interessi da detrarre lascino spazio per la detrazione delle altre spese.   Ristrutturazioni edilizie al 50%Sono aumentati gli sgravi fiscali per coloro che ristrutturano casa: fino al 30 giugno 2013 è possibile infatti detrarre il 50% delle spese sostenute fino a un massimo di 96.000 euro per immobile.
La detrazione, che dopo quella data tornerà al 36%, spetta a proprietario, nudo proprietario, locatario, comodatario o usufruttuario della casa e al familiare convivente, se le spese sono intestate a lui.
Se si vende l’immobile ristrutturato prima di aver finito di  godere della detrazione (i rimborsi sono spalmati su 10 anni), si può decidere se continuare a detrarre le rate mancanti [...]

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