TASSE IN BUSTA PAGA

  Condivisibili o no le ricette elencate nell'articolo, rimane il punto: abbiamo gli stipendi tra i più bassi d'Europa e con mille euro al mese, anche cinquecento per molti pensionati, non si va molto lontano.
Non sono un esperto in economia, ma ci vuole poco a capire che se gli stipendi sono bassi il mercato non gira e, seguendo l'esempio del cane che si morde la coda, con meno si compra meno si produce, con meno si produce con meno si lavora, con meno si lavora meno si potrà sperare di portare a casa uno stipendio (adeguato o no che sia).
Anche per questo è ora di cambiare, è ora di far capire alla casta che è ora di finirla.
Su come farglielo capire, alle prossime elezioni, posterò prossimamente la proposta che arriva da un amico, che se venisse applicata, da ognuno di coloro che è stufo della attuale situazione politico-economico-sociale, sarebbe un messaggio inequivocabile per la suddetta casta.
L'articolo, come quasi sempre, è estratto da “La Provincia-on line”, alla prossima,Giorgio.
      Tasse in busta paga fino al 46%.
Mille euro lo stipendio medio.
Secondo i calcoli dell'Ocse gli italiani guadagnano meno anche di greci e spagnoli.
Cuneo fiscale e previdenza «alleggeriscono» le paghe: record per il lavoratore single   ROMA Arrivare alla fine del mese con poco più di mille euro: lo stipendio netto medio di un italiano infatti non arriva neanche a 20.000 dollari l'anno, che equivalgono a circa 13.000 euro.
A fare i calcoli nelle tasche degli italiani è l'Ocse che colloca il nostro paese nella classifica dei salari medi netti al 23/o posto sui trenta totali.
L'Italia si colloca così ben dietro non solo a Francia, Germania e Gran Bretagna, ma anche a Paesi come Grecia e Spagna.
Classifica invece capovolta se si guarda a quanta parte del salario, invece di finire in busta paga, finisce nelle casse del fisco e degli istituti previdenziali.
In Italia la quota è quasi pari al 46% e nella classifica del cuneo fiscale, che calcola la differenza tra quanto pagato dal datore di lavoro e quanto effettivamente viene incassato dal lavoratore, siamo al sesto posto.
Emergenza salari - che l'altro ieri era stata richiamata dal presidente della Cei Angelo Bagnasco e sulla quale nei mesi scorsi si era soffermato anche uno studio della Banca d'Italia - è dunque confermata anche dall'istituto di Parigi che ci colloca quasi in coda alla classifica.
I calcoli sono fatti sul salario medio al netto di un single senza carichi di famiglia e sono a parità di potere d'acquisto, inglobando anche gli effetti del [...]

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