TEMPO DI ALBICOCCHE di Teresa Ramaioli

TEMPO DI ALBICOCCHE  di Teresa Ramaioli   iltuonoilgrillo il 03/07/16 alle 21:51 via WEB TEMPO DI...ALBICOCCHE----L’albicocca, considerata in passato frutto rarissimo, sembra che fosse apprezzata già quattromila anni fa dagli imperatori cinesi.
Proveniente dall’Asia Centrale questa pianta si diffuse, dopo le conquiste di Alessandro Magno, sulle rive del Mediterraneo e conosciuta in Europa grazie ai Romani.
Furono gli Arabi a diffondere la coltivazione dell'albicocco attorno al X secolo, per scopi gastronomiche e farmacologici.
Oggi è coltivato dovunque vi sia un clima abbastanza caldo.
La buccia del frutto varia dal giallo pallido al rosso aranciato.
La sua polpa, profumata, è nutriente, ricca di sali minerali e vitamine, utili nella terapia delle anemie, dei difetti della vista e del mal d'orecchi.
Nella cosmesi popolare l’albicocca è indicata anche alla cura della pelle.
L’olio ottenuto dai suoi semi, racchiusi nel nocciolo, è molto efficace sia per il trattamento delle smagliature che delle rughe.
Le albicocche possono essere consumate fresche, secche, sciroppate e anche sotto forma di succo.
Ai più golosi ricordo che la marmellata usata per farcire la squisita torta Sacher, una delle più grandi delizie del mondo, è proprio di albicocche.
I maggiori benefici offerti da questo frutto si ricavano proprio durante la stagione della raccolta che va da maggio a luglio, scegliere i frutti con colore vivo e profumati, evitando quelli troppo acerbi che non svilupperanno mai il sapore del frutto maturo.
L’albicocca è molto deperibile, per questo è consigliato conservarla in frigo e consumarla entro una settimana.
A causa della loro facile deperibilità vengono conservate e trattate in diversi modi: essiccate, sciroppate, usate per produrre succhi, sciroppi, marmellate, mostarde, gelatine.
In cucina sono usate nella preparazione di dolci, creme e gelati.
Come spuntino o alla fine di un pasto sono ottime quelle fresche.
Ciao Teresa Ramaioli (Leggi il messaggio)

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