TERREMOTO: ESPERTI FATEVI UN BAGNO DI UMILTA'

Dopo la violenta scossa di terremoto che alle 7:40 di ieri mattina ha letteralmente sconvolto il centro Italia, Roma inclusa, radendo al suolo Castelluccio di Norcia, distruggendo la Basilica di Norcia, cancellando dalla cartina geografica quel che restava di Amatrice, Arquata e tanti altri comuni già gravemente feriti dal terremoto del 24 agosto scorso, mettendo al tappeto tanti paesi delle Marche, credo sia necessario che la comunità scientifica nazionale faccia un bagno di umiltà e decida di dare ascolto a Giampaolo Giuliani, ex tecnico dell’Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario distaccato presso i laboratori nazionali del Gran Sasso, il quale sostiene di essere in grado di prevedere i terremoti grazie a uno studio sull’emanazioni dal sottosuolo di gas Randon che aumenterebbero sensibilmente in prossimità di un evento sismico.
Il nome di Giuliani venne alla ribalta all’indomani del terremoto dell’Aquila del 2009: nei giorni che precedettero il disastroso evento - la cui magnitudo fu inferiore a quella della scossa di ieri mattina che è la più forte registrata in Italia da dopo il terremoto dell’Irpinia – uno sciame sismico per mesi interessò il territorio dell’Aquila tanto che un pool di esperti (?), quegli stessi che da sempre sostengono con assoluta certezza che i terremoti non si possono prevedere,  tenne una conferenza stampa per rassicurare la popolazione che le continue scosse che si avvertivano non preludevano a un violento terremoto per cui ogni allarmismo era ingiustificato e non era necessario abbandonare le case.
Purtroppo, cinque  giorni dopo si verificò il terremoto che causò 309 morti e costò ai cosiddetti esperti l’accusa di omicidio e lesioni colpose, il rinvio a giudizio con condanna in primo grado a sei anni di reclusione e successiva assoluzione da parte della corte di appello.
Il nome di Giuliani divenne noto in quanto pare che il tecnico avesse previsto il terribile evento e lanciato l’allarme, indicando una data per il suo manifestarsi antecedente di alcuni giorni a quella effettiva.
Quel ritardo ne mise in discussione la credibilità e gli procurò una denuncia per procurato allarme.
E quando, nei giorni successivi, le registrazioni dei suoi strumenti indicarono un improvviso picco di emissione di Randon, lasciando intendere che fosse in arrivo il terremoto, Giuliani non potette avvertire la popolazione.
All’indomani del terremoto Giuliani fu invitato a Porta a Porta a confrontarsi con quegli stessi esperti che avevano rassicurato la popolazione [...]

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