TOSSICODIPENDENZA: LA COLPA E' SOLO DEI DROGATI

Leggevo di recente di una discussione tra una donna con il figlio ex tossicodipendente e un'altra che i tossicodipendenti li raccoglieva per strada e li curava (almeno si spera) in una struttura sanitaria del mantovano.
Entrambe era concorde nel ritenere i giovani drogati vittime di una società inumana, dei poveracci che andavano capiti e aiutati.
Leggevo e ridacchiavo perché non sono mai stato d'accordo con una tesi idiota che cerca di assolvere i giovani anziché responsabilizzarli e renderli padroni della loro vita.
Si possono assolvere gli ignari, i bambini, i cretini, ma non chi conosce perfettamente i rischi legati al consumo degli stupefacenti.
Io per esempio sono nato a Napoli negli anni Settanta.
In quel periodo la droga più in voga era l'eroina.
I ragazzi la consumavano in solitudine, perché nell'eroina non c'era la ricerca dello sballo di gruppo, ma il desiderio di evadere da una realtà ritenuta frustrante.
Era l'epoca dei figli dei fiori e dei ragazzi del muretto, solo che i ragazzi su quel muretto ci salivano per bucarsi.
La camorra controllava il commercio della droga.
Spesso la distribuiva gratuitamente per creare assuefazione per poi imporre il prezzo sulle dosi in una vera e propria operazione di marketing.
I giovani ignoravano il rischio a cui andavano incontro.
Lo capirono solo quando, caduti vittime della dipendenza, cominciarono a riempire le pagine di cronaca di migliaia di morti per overdose.
Da allora sono passati anni e le cose sono cambiate.
Sono mutati gli stili di vita, le mode, le tendenze ed è cambiata anche la droga.
La cocaina e la cannabis hanno soppiantato l'eroina.
I ragazzi non cercano più la droga d'evasione, ma la sostanza da sballo, il catalizzatore del piacere, la risorsa per la movida notturna e la cercano volontariamente, come la ragazza che perde la vita per mezza pasticca di estasy in riva al mare dopo una serata tra amici.
L'ansia dei genitori sale perché credono che il mondo dei figli sfugga al loro controllo, senza rendersi conto che probabilmente sotto il loro controllo non c'è mai stato.
Quando muore un ragazzo per droga, l'intera società si mobilita, accusa i genitori di non essere presenti, di non controllare i figli, senza sapere che un figlio non lo puoi controllare se vive in un mondo in cui la droga è dappertutto, nelle scuole come nei circoli ricreativi.
L'unica differenza è che rispetto agli anni Settanta i ragazzi sono consapevoli dei rischi che corrono.
I mezzi di informazione su questo hanno svolto il loro compito, sensibilizzando le coscienze sui [...]

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