TRAVAGLIO V/S ITALIA

  Marco Travaglio, mi è cordialmente antipatico e proditoriamente insopportabile.
Non sopporto la sua arroganza, la sua supponenza e la sua spocchia giornalistica.
Il "Fatto Quotidiano" che lui anima  perché pronto a sfondare porte, portoni, mura millenarie e articoli anatomici da frantumare agli umani, ormai lo esporta come icona del nostro giornalismo e della nostra comunicazione.
Assurto grazie agli amici imboscati nelle TV, ha scelto di fare il bastian contrario contro tutti i governi di questi ultimi anni: per lui non c'è mai stata una coalizione che meritasse il suo, anche se appena accennato, consenso, nemico di tutti e amico di pochi.
Col tempo, si è guadagnato l'antipatia (sono cortese) di molti, anche di colleghi che lo giudicano peggio di quanto loro stessi supponessero, insomma una persona che con le sue scelte anti tutto e contro tutti, ha creato un simbolo, un modo di essere e di fare che molti imbecilli giudicano ottimo da imitare, sembra una regola tacita accettata in giro (mod.
5 Stelle): diciamo sempre no a tutto e spopoleremo in apprezzamenti e sondaggi.
Vabbè, libertà è anche questa e io più che esprimere un mio parere personale, non posso aggiungere altro.
Mi conforta di non essere solo in questo commento ostativo verso il signor Travaglio.
Gli hanno dato molto culo grasso gli amici e infilatosi dappertutto, è presenza attiva ma non sempre molto gradita.
E' ormai un guru della comunicazione, lui dice e alcuni salotti buoni pendono dalle sue labbra sottili e perfide.
Da un bel po' di tempo qualcuno lo ha definito un gufo: visto che tira la sfiga a tutti, c'è chi comincia ad apostrofarlo come uno iettatore; parla di qualcuno e delle sue disgrazie, e chi si sente "toccato" dalle sue sfigate argomentazioni, si tocca per scaramanzia.
Perché tutto questo preambolo? Non avrei mai fatto un post su Travaglio, rispetto gli altri, il loro lavoro  e nonostante il mio livore contro il suo modo di fare giornalismo, questa volta l'ha detta e fatta grossa il nostro gufo: lui non tifa per la nostra nazionale di calcio impegnata negli europei, non gliene ne frega una mazza ed è contro Antonio Conte.
Tifare per la nostra nazionale è ciò che lui definisce "retorica patriottarda" e insulsa ipocrisia.
In questo torneo lui vede le partite e tifa per la squadra contro la quale gioca l'Italia.
Allora caro Marco, perché non lasci perdere la nostra nazionale e non ti fai i cazzi tuoi? Lascia stare le tue stupide credenze, il patriottismo, l'ipocrisia, l'allenatore che ti è antipatico ecc.ecc., lasciaci godere [...]

Leggi tutto l'articolo