TRE NOBEL

Lo sapevo che questa storia sarebbe stata un casino.
Il Pollo me l’aveva detto, e lui di queste cose ne sa, anche meglio del sottoscritto.
Sono uscito di casa verso le nove e mezzo per bere una birretta e fare due parole con gli amici pensando a questa cosa, e fuori c’era un freddo cane, di quelli che ti ghiacciano fin sotto alla pelle, facendoti tremare pure la spina dorsale e le ossa del cranio.
Mi sono messo in macchina e mi sono accorto che avevo lasciato il finestrino abbassato, perciò era una ghiacciaia, un vero frigorifero a quattro ruote. Ho dovuto mettermi in testa una berretta che era lì dai tempi del ‘15 -‘18, dove a momenti sulla lanugine stava crescendo la muffa.
Per strada avrò incrociato sì e no quattro macchine con i fari che facevano brillare la crosta di ghiaccio sull’asfalto e ho parcheggiato davanti al bar del Bino alle dieci, perché ho dovuto guidare ai trenta all’ora, che sulle curve sbandavo di brutto con le ruote di dietro, cioè quelle che non ho sostituito ...

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