TREDICESIMO SEGNO

          IL TREDICESIMO SEGNO              di Pablo Andrès                                              STORIE DI UOMINI, BESTIE E SEMIDEI…ED                                              ESOTERISMO, QUESTA GRANDE PASSIONE Faceva caldo, 35 gradi, ed il treno correva velocissimo e silenzioso nella pianura arida e soleggiata di fine Agosto.
Partenza ore 15:03, arrivo 17:01,  lesse sul biglietto.
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La fantasia di chi compila gli orari è davvero portentosa.
Immaginarsi un qualsiasi arrivo su rotaia ..addirittura pronosticato in termini di un minuto..
insomma un’anonima svolta  scientifica di qualche burocrate che prevede tutto nel minimo dettaglio, come un Santo, e fino all’ultimo secondo.
Passeggeri sigillati, rinfrescati dal getto di aria fresca che fuoriusciva dalle ventole sotto i finestrini del treno, pultio e nuovissimo, ognuno nel suo sedile, chi al telefono, o al computer, chi leggendo, chi chiaccherando, chi guardando distratto il paesaggio.
Tutti si preoccupano in qualche modo di far transitare un breve iato di tempo, due ore e cinquantotto minuti, fermi nel vagone e nel tempo.
Oggi chi risparmia tempo, anche un secondo,  lo fa per poterlo poi buttare via più comodamente, bruciandolo in una sorta di rito collettivo.
Lo scrivente piano piano si assopì.
Sognò che il treno arrivando in stazione si infilava direttamente in mare scivolando e galleggiando nelle fresche acque dell’Adriatico mentre lui, attraverso il vetro,  poteva scorgere persino il fondale marino di un verde azzurro limpido, sciacquoso come in una tinozza, e brillante.
Il risveglio fu repentino, il pensiero corse in avanti a Daria che attendeva lui, e l’arrivo del treno, a casa sua a Rimini, con piscina, Jacuzzi e condizionatore, non distante da quell’enorme  campeggio.
Ne sentiva ancora la voce al telefono: " Pizza e filmino ti va bene, o vuoi qualcosa di speciale?" Con tono suadente, quasi ci fosse un dopo-film ancora più seducente...che non si potesse dire ma solo immaginare.
D'accordo su tutto.
Lasciare Milano però non era stato facile, la camminata con il caldo che fonde l’asfalto, il breve tragitto in Metrò, turbato dall'arrivo di quell'essere...mostruoso.
Si sa che sulle carrozze chiedono l'elemosina, ma ciò che improvvisamente che era salito, era veramente raccapricciante.
Un uomo dimezzato all’altezza dell’ombelico, senza gambe, che si trascinava ad altezza di cane dondolando sulle braccia, un moncherino da [...]

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