TROPEA: Presentato il libro “Saverio Strati” di Giusy Staropoli Calafati alla libreria Il pensiero meridiano

“Conoscere la storia di Saverio Strati è conoscere la mia storia e quella della mia terra”.
È con queste parole che si è inaugurata la presentazione del libro “Saverio Strati.
Non un meridionalista ma il Meridione in sé che parla” di Giusy Staropoli Calafati (Disoblio Edizioni), svoltasi ieri a Tropea presso la libreria Il pensiero meridiano, alla quale oltre all'autrice sono intervenuti Chiara Condò (libreria Il pensiero meridiano) e Salvatore Bellantone (Editore).
Il senso del mio libro – ha detto Giusy Staropoli Calafati – è di riappropriarsi delle proprie radici mediante la vita e la vasta bibliografia dello scrittore santagatese, entro le quali è possibile scorgere la vita di una Calabria con tante difficoltà ma anche con tanta gente che ogni giorno ha voglia di ricominciare e che ce la fa.
Saverio Strati è un simbolo della e per la Calabria, rappresenta la cultura popolare, di quella gente cioè che ha sempre lavorato e guadagnato il proprio posto al mondo con il sudore della fronte.
È l'esempio di chi con tanto lavoro e dedizione è riuscito a dare spazio al desiderio di essere informati, di acculturarsi e di raccontare la vita propria e dei propri conterranei così come accade.
È uno scrittore universale e attuale.
Nelle sue opere narra di un Sud che spera e opera in vista di tempi di miglioramento, racconta della gente che parte e della gente che resta, dei problemi e delle difficoltà che la gente meridionale affronta quotidianamente esattamente come accade adesso.
Tuttavia – ha continuato l'autrice – è stato lasciato solo, nella vita e dopo la morte, e ancora oggi risulta difficile trovare i suoi libri ed educarsi come è stato possibile a me.
I suoi scritti dovrebbero essere letti a scuola, in casa, ovunque, perché con essi si ha la possibilità di capire quello accade dentro e fuori di noi.
Ripercorrere i suoi passi, a Sant'Agata e a Scandicci è emozionante, perché ci si rende conto della complessità della sua vita e del suo irrefrenabile desiderio di raccontare.
Soltanto custodendo la sua memoria, e leggendo i suoi libri, è possibile colmare quelle lacune, individuali e collettive, che impediscono di conoscere a pieno la propria identità.
Accesa, infine, la lanterna della Disoblio, la luce della conoscenza si è irradiata nella città di Tropea portando i raggi di quella parola basilare per il popolo calabrese, utile per comprendere il tempo presente e per affrontare il proprio domani: la memoria.
Tratto da [...]

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