TUTTE LE ISTRUZIONI PER VIVERE E LAVORARE A DUBAI

 Simone FAZZARI & Barry SMITH LAW GROUP MIAMI - NEW YORK - LOS ANGELES - SAN FRANCISCO - LAS VEGAS - CHICAGO – WASHINGTON EUROPE BRANCH: LUGANO – LONDRA - MONTECARLO – TRIESTE  TUTTE LE ISTRUZIONI PER LAVORARE E VIVERE A DUBAI:   A cura di: Avv.
Simone FAZZARI – Simone FAZZARI & Barry Smith Law Offices © Miami Simone FAZZARI & Barry Smith Law Group © Miami Prima di spostarsi a lavorare a Dubai, è utile avere qualche utile informazione, al fine di ben valutare la cosa.
A Dubai e negli Emirati Arabi gli stipendi sono generalmente maggiori rispetto a quelli offerti in Europa, però sicuramente c’è da sfatare il mito degli stipendi medi da decine di migliaia di euro al mese.
A Dubai, come da altre parti, non regalano nulla.
Al vantaggio di avere uno stipendio già di partenza sensibilmente più alto (anche se non sempre… un cameriere o una segretaria prendono sui 1000 € al mese), poichè Dubai e gli Emirati Arabi non prevedono tassazione personale, il reddito netto è maggiore: ciò rende estremamente attraente l’idea di lavorare a Dubai.
La Qatar Airways, ad esempio, che sta assumendo personale in tutto il mondo a fronte di un incremento della flotta di oltre 100 velivoli, mette come benefit in evidenza lo stipendio tax free.
RETRIBUZIONE DEL LAVORO A DUBAI: A cura di: Avv.
Simone FAZZARI – Simone FAZZARI & Barry Smith Law Offices © Miami Simone FAZZARI & Barry Smith Law Group © Miami La retribuzione (soprattutto quando c’è stato il boom di Dubai) prevedeva vari fattori: stipendio base, rimborso spese od indennità per macchina e casa, copertura medica (il sistema a Dubai è strutturato sulla falsa riga di quello americano), un’educazione scolastica garantita per i figli dei lavoratori, più altre facilitazioni per la famiglia e per il ricongiungimento familiare e biglietti aerei destinati alle visite nel proprio paese d’origine (generalmente uno al mese; anche più per gli executive manager).
Ad oggi invece i datori di lavoro tendono a pagare uno stipendio più alto, magari con bonus, ma limitando i benefit.
A Dubai non sono previsti i regimi pensionistici statali; alcune compagnie internazionali offrono vari benefit, tra cui possono rientrare anche i contributi per la pensione (che vengono però versati nel Paese di origine.
L’accantonamento obbligatorio ai fini pensionistici è una soluzione adottata in alcuni Paesi, dove il pensionamento assicurato dallo Stato ha avuto e continuerà ad avere la sua funzione “di garanzia” e di tranquillità.
Se si apportano un contributo verso un [...]

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