"TUTTO SULLE TORTURE IN IRAQ"----BLAIR----

BLAIR Il premier a picco nei sondaggi promette: "Puniremo i colpevoli" L'organizzazione: "Denunciammo le torture nel 2003" Blair: "Chiedo scusa alle vittime" Amnesty: "Sapeva da un anno" Il ministro della Difesa risponde in Parlamento Le pressioni per le dimissioni si moltiplicano LONDRA - "Presentiamo le nostre scuse a tutti coloro che sono stati maltrattati dai nostri soldati".
Tony Blair pronuncia così il suo atto di pentimento per le sevizie inflitte ai prigionieri iracheni, riconoscendo implicitamente che anche le truppe britanniche sono colpevoli di violenze.
"I responsabili di tali atti, totalmente inaccettabili, si sono comportati in modo ripugnante e saranno puniti secondo le normative militari", ha detto ieri sera il primo ministro a una tv francese, durante una visita a Parigi dove aveva celebrato insieme al presidente Chirac la "Giornata dell'Europa".
Ma le scuse di Blair non metteranno a tacere uno scandalo che rischia di avere traumatiche conseguenze a Londra così come a Washington.
Ieri Amnesty International ha reso noto di avere informato più volte - nel maggio 2003 e di nuovo in giugno, luglio, ottobre dello stesso anno - il ministero degli Esteri e quello della Difesa britannici sugli abusi nelle carceri irachene.
Due giorni fa Downing Street aveva ammesso di aver ricevuto dalla Croce Rossa lo scorso febbraio un rapporto sulle violenze.
L'opposizione conservatrice ha chiesto un dibattito alla camera dei Comuni, e anche dal partito laburista si moltiplicano le accuse al governo.
E stamane il governo proverà a difendersi: il ministro della Difesa, Geoffrey Hoon, deporrà in Parlamento.
Nella capitale britannica, così come in America, ci si comincia a chiedere se la responsabilità ultima, e un eventuale tentativo di occultare la verità, non vadano cercati più in alto.
"Verrà il giorno in cui chiedersi se i progressi realizzati da Tony Blair in politica interna non siano offuscati dagli errori in politica estera, e in particolare dall'Iraq", dice l'ex-ministro degli Esteri laburista Robin Cook.
Un altro dirigente laburista, Lord David Puttnam, molto vicino a Blair, si domanda se il premier non sia diventato un problema per il partito e non debba dimettersi.
Un sondaggio indica che, guidato da Blair, il Labour vincerebbe le elezioni di un soffio, mentre se fosse in mano all'attuale cancelliere dello scacchiere, Gordon Brown, batterebbe i conservatori con ampio margine.
(e.
f.) (10 maggio 2004)

Leggi tutto l'articolo