Tagli alla manutenzione dei treni Decisione unilaterale delle Ferrovie

fonte:  http://lanazione.ilsole24ore.com/pistoia/2008/12/19/140139-tagli_alla_manutenzione_treni.shtml Trenitalia ha comunicato all’azienda pistoiese Breda il recesso dal contratto per il rimodernamento delle carrozze, riducendo la lavorazione da 901 carrozze a 450.
Questa riduzione causerà la perdita per le aziende del raggruppamento di circa 2 milioni di ore di lavoro nel triennio 2009-2011  Pistoia, 19 dicembre 2008 - Nuove difficoltà per AnsaldoBreda.
In data 3 novembre Trenitalia ha comunicato all’azienda pistoiese, in qualità di mandataria del raggruppamento temporaneo di imprese costituito con il Consorzio Corifer, Keller Elettromeccanica, Firema Trasporti e Ferrosud il recesso dal contratto per il rimodernamento delle carrozze, riducendo la lavorazione da 901 carrozze a 450.
Fino ad oggi sono già stati consegnati 33 treni (un totale di 343 carrozze), assegnati agli Impianti TI di MI Martesana, Venezia, Torino e Lecce in Servizio passeggeri come Eurostar City.Su questa vicenda è stata presentata una interrogazione al consiglio regionale dai consiglieri dell’Udc Marco Carraresi, Giuseppe Del Carlo e Luca Paolo Titoni.
Nella interrogazione si ricorda "che le industrie Italiane di Materiale Rotabile sono da tempo al centro di una seria crisi economica, a causa della mancanza di nuovi ordini da parte soprattutto di Trenitalia, dove le aziende sono costrette a chiudere o spesso ad operare forti ridimensionamenti con conseguente impatto occupazionale che coinvolge migliaia di famiglie".
Inoltre si sottolinea "che di particolare gravità si presenta la situazione dei siti produttivi del Rti, capeggiato dalla mandataria Ansaldobreda e dell’indotto, dopo il provvedimento unilaterale di Trenitalia, di recedere il contratto di rimodernamento delle carrozze per treni Intercity, riducendo le lavorazioni da 901 carrozze a 450".
Questa riduzione causerà la perdita per le aziende del raggruppamento di circa 2 milioni di ore di lavoro nel triennio 2009-2011 con la inevitabile cassa integrazione per un numero medio, per lo stesso periodo, di circa 600 lavoratori, mentre di pari entità sarà la conseguenza degli addetti relativi alle aziende dell’indotto.
I consiglieri chiedono dunque al presidente della giunta regionale quali iniziative si intende intraprendere per superare questa grave situazione, visti che si tratta di una decisione "totalmente incoerente con le misure economiche che lo Stato stesso sta adottando a sostegno del lavoro e del salario".

Leggi tutto l'articolo