Taglio del 10% ai maxi stipendi pubblici

di Eugenio Fatigante - da L'Avvenire Un taglio temporaneo (2-3 anni) a tutti gli stipendi dei dirigenti pubblici superiori ai 100mila euro annui.
Silvio Berlusconi rinuncia ai propositi di riduzione delle tasse («Non è possibile ora») e pensa piuttosto a un drastico taglio delle retribuzioni più ricche.
L’ipotesi colpirebbe non più di 13-15mila persone, per lo più magistrati, prefetti, diplomatici, docenti universitari e dirigenti di 1ª e 2ª fascia.
L’ultima novità della manovra biennale da 25-28 miliardi è stata portata ieri sera da Giulio Tremonti, ministro dell’Economia, al faccia a faccia con Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli. La composizione del pacchetto si va definendo e vede sempre un posto di primo piano per le pensioni, come dimostrava ieri la presenza del presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, al nuovo incontro informale tenuto da Tremonti, assieme a Sacconi e Calderoli, con i vertici di Confindustria (Emma Marcegaglia) e di Cisl e Uil, escludendo ancora la Cgil.
Non ci saranno stravolgimenti, aveva detto Tremonti, ma il dimezzamento delle "finestre" di uscita sembra davvero probabile.
Inoltre il governo è orientato a reintrodurre, dal 2011, il ticket di 10 euro sulla diagnostica (risparmio: 850 milioni) e a confermare il blocco dei contratti del pubblico impiego, già scaduti a fine 2009 (mentre perde colpi il rinvio del pagamento delle buonuscite).

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