Tanco del murazzo - Vinicio Capossela

Nella testa ho questa canzone...
non mi liberano le immagini cruente...
di spacciatori e risse nei bar...
è la mia natura! Adoro le storie cruente...
quelle che si raccontano accanto al fuoco, che esprimono ogni attimo, ogni odore con precisione chirurgica...
Ne parlavamo ieri sera con Simone di ritorno da un mercatino dell'antiquariato - dove noi eravamo quasi giovani - ed io dicevo percorrendo una strada piena che oltre gli alberi correva accanto all'autostrada, mi immagino sempre una notte, magari di luna come questa che un tir impazzito rompa il guardarail e piombi sulla strada parallela, prendendo la curva in fondo alla strada (a gomito secca) con stridore e fumo delle 18 ruote...
Simone mi dice: "perchè pensi a queste tragedie?" Ed io: "per farne storie, se il camion passa e va alla meta che storia è?" Simone: "ma tu non le scrivi mai..."  Io: "Le racconto, solo che non si accorge mai nessuno...
a volte neanche io!" Ecco anche questa sembra una storia ed intanto mi gira la canzone per la testa (che fossi capace di trovarla avrei già messo in questo blog come sfondo! Ma importa poco! Lo farò in seguito che ora non ho tempo di sperimentare...) Si sveglia male, urla in cucina fitte alla testa, memoria in rovina parenti in casa, cinque di sera tempo scaduto, si alza come c'è venuto nervi asciugati, metallo in bocca mette il giaccone, è già nell'angolo di sotto al bar bigliardi, raduno del grifone colosso anfibi, tatuaggi di pitone Io me l'immagino come un fumetto...
vedo le tavole, devo solo scriverne la sceneggiatura, trovare un disegnatore adatto - non uno qualsiasi, deve fare i personaggi come dico io -il personaggio me lo immagino ispanico, con folti ricci in testa...
una cascata non tanto lunga, la barba sfatta e occhi neri come la notte, con i tatuaggi che gli serpeggiano in petto e dalle braccia, magro come la morte allampanato e dinoccolato...  sussurrano di come nella notte prima gli altri son scesi come cani da rapina slegati in squadra a testa china toro toro hanno spazzato dei rifiuti la banchina nel gelo di case e caserme s'incammina, l'aria è strana alza lo sguardo e sente in alto un grido di poiane il freddo lo trapassa addosso, smazza un grammo, allunga il passo il tipo aspetta dietro il ponte senza fretta Mi immagino un gruppo, che picchia e scuote i barboni in giro per la banchina del fiume e con gli sfollagente, con i tirapugni picchiano chiunque non faccia parte del loro gruppo, pochi si salvano...
cambia la scena e gli occhi neri del mio protagonista - dentro di me ha un nome che non riesco [...]

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