Tanto va la gatta......

Effetto cyborg, la simulazione che ci fa prendere una cosa per un altra, definisce bene la copiosa produzione di discorsi che oggi precipitano sulle pensioni.
Lo conosciamo da tempo questo fervore che agita lo spauracchio di minacciosi costi sociali  impedenti il buon frutto delle risorse capitalistiche e dunque di noi tutti.
Perciò veniamo subissati da calcoli su futuri sconquassi se non ci pieghiamo ai dettami del buon funzionamento del capitale.
Imbrogli.
C'è infatti, dietro qualunque conto plausibile e non, un tentativo che niente ha a che fare con i numeri bensì con le scelte politiche.
Ne è testimonianza la bagarre politica scatenata sulla lettera a Prodi dei 4 ministri della sinistra, richiamandolo semplicemente al rispetto del programma condiviso.
Invece sono tacciati di essere irriducibili (ma è un insulto?).
La ragione è dietro i conti sulle pensioni.
A chiarirla ha provveduto, non Padoa Schioppa, ma  il Bankitaliano Draghi insistendo che "la pensione pubblica va ridotta in favore della pensione complementare", ossia dei Fondi Pensione, della remunerazione del capitale.
Già era la fissazione di Amato che sollecitava l'intervento sulle pensioni per "rivitalizzare l'asfittico mercato finanziario".
Come si vede in campo ci sono i poteri forti, sostenuti dalle istituzioni europee che lavorano per loro, come la Banca Centrale Europea, e forze politiche nazionali.
L'ultimo gesto del segratario della CISL, che rompe il fronte sindacale alla vigilia della stretta finale, ne è il codicillo chiarificatore.
La CISL che già ruppe il fronte sindacale firmando insieme alla UIL e il Cavaliere, il patto per l'Italia.
Allora quella mossa fu fallimentare  e mise il sindacato "volenteroso" in scacco.
Oggi la CISL ci riprova puntando sul Partito Democratico e le reazioni di Damiano e Rutelli la fanno ben sperare.

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