Teatro Giordano slitta inaugurazione rubate porte interne Guarda le foto

Teatro Giordano slitta inaugurazione rubate porte interne Guarda le foto     Risorse correlate FOTO: Guarda le fotodi FILIPPO SANTIGLIANO  Quando fu costruito era l’emblema di una città che cercava di scalare posizioni nelle gerarchie urbane del Regno.
In tre anni i foggiani si concessero il più «lussuoso» teatro dell’epoca dopo il San Carlo di Napoli.
Da cinque anni è in restauro conservativo, costato fino a questo momento oltre cinque milioni di euro, ma da cinque anni è diventato l’emblema di una città in «affanno» e soprattutto che è costretta sempre a ripartire.
Come i lavori, appunto.
Dopo lo choc della scorsa settimana, con la commissione di vigilanza che invece di poter dare il via libera all’inaugurazione non ha potuto fare altro che constatare che i lavori non erano stati completati, Comune di Foggia e impresa appaltatrice (la Ra.co) sono arrivati come dire alla resa dei conti, presente anche il responsabile del procedimento (ora in pensione) architetto Casolaro.  Il Comune ha contestato alla «Ra.co» le inadempienze, a cominciare dalla mancata collocazione delle porte anticendio per la «compartimentazione» degli ambienti, un requisito essenziale per il certificato di agibilità.
E la “Ra.co” che cosa avrebbe risposto? Che le porte erano state collocate ma che sono state rubate.
Il Comune ha risposto che in ogni caso la «custodia» del cantiere era a carico dell’impresa ed ha chiesto se la ditta è in grado o meno di consegnare la struttura pena la possibile risoluzione del contratto con la segnalazione del «caso» all’Autorità per la vigilanza sugli appalti del ministero dei Lavori pubblici.
Una eventualità che era stata già ventilata a dicembre dello scorso anno ma che evidentemente non è stata più presa in considerazione.  All’incontro con l’impresa appaltatrice dei lavori del «Teatro Giordano» era presente anche l’ufficio legale del Comune.
Da quello che si è capito bisognerà fare una rendicontazione in contraddittorio sui lavori effettuati e su quelli non realizzati, sui lavori non previsti dal capitolato ed ugualmente realizzati.
E’ chiaro che a questo punto è determinante la posizione del responsabile del procedimento, Casolaro (in pensione proprio dal 22 febbraio, giorno del sopralluogo della commissione di vigilanza), che dovrà confermare o meno quanto sostenuto dalla ditta.
«I lavori in contestazione richiedono non meno di un mese se ci si mette di impegno per realizzarli », ha affermato l’assessore al patrimonio, Federico Iuppa, che ha in [...]

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