Tengo le sue mani

Tengo le sue mani e le stringo al mio petto.
Tento di riempire le mie braccia della sua bellezza, di rubare con i baci il suo dolce sorriso, di bere i suoi neri sguardi con i miei occhi.
Ah, ma dov'è? Chi può appropriarsi dell'azzurro del cielo? Certo d'afferrare tanta bellezza, ma mi sfugge, lasciando solo il corpo nelle mie mani.
Stanco e deluso io me ne cado.
Come può il corpo toccare il fiore che solo spirito riesce a sfiorare? Rabindranath Tagore (1861-1941)

Leggi tutto l'articolo