Teodolinda Regina tra storia e leggenda

13 giugno 2009 ore 20,45 EPOCA MEDIOEVALE: IL CORTEO STORICO IN COSTUME MEDIOEVALE SI SVOLGE IN OCCASIONE DELLA FESTA DI S.
GIOVANNI, SANTO PATRONO DI MONZA.
IL CORTEO OGNI ANNO RIEVOCA UN EPISODIO DIVERSO DELLA STORIA DELLA CITTA'.
    Corteo storico animato da centinaia di figuranti-volontari del Comitato Maria Letizia Verga provenienti da Monza e paesi limitrofi che sfileranno per le principali vie del centro storico con partenza da piazza Duomo per poi passare per via Lambro, via Vittorio Emanuele, piazza Arengario, piazza Trento e Trieste, via Italia ed infine fare ritorno in piazza Duomo.
La serata si concluderà con l’esibizione della Compagnia per la Cultura e le Tradizioni Popolari “Gli Zanni”, degli sbandieratori e Musici dell’Urna e della Compagnia dei Folli.
Questo spettacolo finale sarà accompagnato dalla discesa in volo dal campanile del Duomo di una figurante con le sembianze di colomba umana, davanti a una sognante Regina Teodolinda, la cui anima pura e sincera viene rappresentata racchiusa in una gigantesca bolla.
Storia: Il popolo colpito dalla straordinaria figura della regina Teodolinda Teodolinda, figlia di Garibaldo, duca di Baviera, re dei Bavari, entra nelle cronache alto medioevali, tanto spesso tragiche e sanguinose, nei panni di una principessa da favola.
Già quando Paolo Diacono, ascoltando la poesia orale del suo popolo, trascrisse sulla pergamena tradizioni e leggende, sottolineò come la regina, con il suo operato, fosse benvoluta sia dal popolo sia dai grandi di quell'epoca.
Il merito di Teodolinda fu quello di spianare la strada all'integrazione fra Longobardi e Romani, poichè attraverso coraggiose scelte di carattere religioso, portò pace e benessere alle terre da lei governate.
La pace tra Longobardi e l'Impero Romano fu un impegno costante che venne benevolmente accolto anche attraverso contatti epistolari con Gregorio Magno.
La sua collaborazione con il Papa non si svolse solo sul piano religioso, ma anche su quello politico.
I loro sforzi congiunti favorirono un accordo che garantì una pace decennale nel VII secolo.
Gregorio serbò riconoscenza alla regina per il suo impegno sociale e politico, e le inviò numerosi doni per suggellare il rispetto e l'amicizia.

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